di Chiara Fabrizi
«La gara internazionale per il recupero e la commercializzazione delle scorie di Ast ci dà l’opportunità di trovare per questa città e per la sua fabbrica la soluzione migliore del pianeta». Così l’amministratore delegato Lucia Morselli ha dato di fatto il via alla procedura che entro luglio 2016 porterà alla presentazione delle offerte tecniche ed economiche da parte di player internazionali per la definizione dei processi con cui si dovrebbe arrivare entro la fine del prossimo anno al recupero e alla commercializzazione delle scorie prodotte con le lavorazioni di acciaio inossidabile, circa 300 mila tonnellate attualmente conferite nella discarica di Valle.
I protagonisti della sfida: fotogallery
Morselli: «Il mondo parlerà di Ast» Entro gennaio verrà pubblicato il bando che spinge Ast verso un’economia circolare, mentre entro luglio sono attese le proposte dei privati che risponderanno alla chiamata di Terni e, infine, l’analisi dei progetti con relativa aggiudicazione è fissata entro il noovemebre prossimo. «L’obiettivo – ha proseguito l’ad Morselli – è quello di poter dire al resto del mondo che in Ast adottiamo il miglior metodo possibile per il riciclo delle scorie, offrendo anche un’opportunità di sviluppo economico e occupazionale per il territorio. Abbiamo lanciato un progetto ambizioso, non complicato – ha aggiunto l’ad – ma di sicuro destinato a far parlare delle acciaierie di Terni nel mondo».
Catricalà: «Affascinato dalla sfida» Al fianco dell’ad Morselli il presidente del comitato di vigilanza, Antonio Catricalà, presidente Antitrust dal 2005 al 2011 e viceministro allo sviluppo economico del governo Letta: «Sono affascinato da questo progetto che è ambizioso, ma non impossibile, si tratta di un’operazione coraggiosa per tutti che farà bene al territorio e ad Ast». Insieme all’avvocato Catricalà, nell’organismo di vigilanza siederanno il presidente della Provincia e sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, mister Heribert Motz, presidente di Euroslag, associazione europea che raccoglie produttori e utilizzatori di scorie da lavorazioni dell’acciaio, e l’ingegner Massimo Calderini, direttore di stabilimento e produzione di Ast. Sulle funzioni della commissione di vigilanza, il presidente Catricalà ha affermato: «Assicurare la trasparenza ed efficacia della comitato e degli uffici che hanno redatto i documenti di gara sono i difficili compiti dell’organismo di controllo, composto da persone altamente qualificate, personalmente sono pronto al massimo impegno».
Commissione tecnica e aggiudicatrice Nelle ultime ore sono anche stati nominati i componenti della commissione tecnica aggiudicatrice che sarà guidata dall’ingegner Giancarlo Fruttoso, collaboratore dell’Università di Pisa e responsabile tecnico della società Themas, dal prof Leonardo Tognotti ordinario in organico al medesimo ateneo toscano, dal prof Peter Drissen dell’Istituto per la ricerca dei materiali da costruzione di Duisburg (Germania), dall’ingegner Carl-Dieter Wuppermann responsabile della divisione acciaio inossidabile Thyssen Edelstahl, dal prof Bart Blanpain ordinario dell’Università di Leuven (Belgio) e dal responsabile dell’area Ecologia, Ambiente e Sicurezza di Ast, Fernando Camponi.
Gara aperta a tutti A spiegare i dettagli della gara internazionale è stato l’ingegner Calderini che ha reso noto come la procedura sia aperta a tutti e non come inizialmente definito a società preliminarmente selezionate: «Chiaramente i soggetti interessati a partecipare – ha chiosato – dovranno disporre di capacità economiche, finanziarie, organizzative e tecnologiche adeguate al progetto, ma anche conoscere il mercato di riferimento per centrare anche l’obiettivo della commercializzazione delle scorie».
Di Girolamo: «È tempo di fare progressi» Alla biblioteca del Circolo lavoratori Terni anche il presidente della Provincia e sindaco Leopoldo Di Girolamo; «Sul fronte del recupero scorie ci aspettavamo da tempo dei progressi – ha affermato – ma le caratteristiche dell’acciaio inossidabile ancora non hanno permesso di trovare una soluzione, non solo a Terni ma in tutto il mondo. Come istituzioni riteniamo che questo progetto di ricerca possa qualificare e migliorare la sostenibilità ambientale di Ast, innescando anche sviluppo, però abbiamo preteso con Asl e Arpa un percorso più accelerato perché è davvero tempo di compiere passi in avanti»
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