di C.F.
«I risparmi realizzati con le azioni di miglioramento continuo vengano in parte ridistribuiti tra i lavoratori». Apre un fronte delicato in Tk-Ast, la Rsu di Uilm che attraverso una nota stampa torna a parlare dei progetti generali varati con Astory, non evitando di intervenire sulla questione occhiali di cui ormai da giorni si dibatte all’interno del sito siderurgico di Terni.
In Ast tutti con gli occhiali Già, perché la direzione aziendale ha recentemente introdotto l’obbligo di indossare il dispositivo di sicurezza in tutti i reparti, senza alcuna distinzione di lavorazioni: «L’utilizzo categorico degli occhiali, tra l’altro difficilmente motivabile in molte circostanze, mentre è sicuramente utile in altre – scrive la sigla guidata dal segretario Nicola Pasini – rappresenta ben poco rispetto a tante altre questioni e aspetti di sicurezza che quotidianamente i lavoratori evidenziano e che con molta difficoltà e tempi discutibili trovano le adeguate soluzioni».
«Ridistribuiamo tra lavoratori parte dei risparmi» Prima della proposta sulla distribuzione ai lavoratori di parte dei risparmi ottenuti con specifiche azioni, il sindacato si esprime su Astory: «Seguiamo con attenzione i progetti generali contenuti all’interno del programma, a partire dai miglioramenti continui e a tal proposito ribadiamo all’azienda che questi strumenti dove sono stati sviluppati in termini pratici con serietà e condivisione hanno fatto registrare risultati complessivi buoni e utili a tutto il sistema». Poi si va al dunque: «In un contesto di correttezza tra le parti, chiediamo che una quota adeguata del risultato economico prodotto, venga ridistribuita tra i lavoratori che con il loro impegno, hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi».
La stoccatina alle altre sigle Dulcis in fundo l’inevitabile stoccata alle altre sigle sindacali, che arriva sull’accordo con la direzione aziendale per livelli e professionalità: «Apprezziamo la volontà di qualche rappresentante sindacale, che in questi giorni sta preannunciando nei reparti, modifiche all’accordo quadro a noi mai presentato, ma su cui è ovvia la necessità di modifiche sostanziali dopo la nostra discussione e la nostra progressiva spinta critica condivisa nelle assemblee».
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