Tk-ast acciaierie terni (foto archivio F.Troccoli)

«Alcuni buoni propositi, ma complessivamente il giudizio non è positivo». Così le Rsu e Rls di Tk-Ast a margine dell’incontro avuto lunedì con la direzione per affrontare le criticità che interessano il treno a caldo.

LA VERTENZA AST

Anche a marzo non raggiunti livelli di produzione In particolare a tenere banco sono sempre i contraccolpi legati alla riorganizzazione del polo siderurgico che se da una parte causa per i rappresentanti dei lavoratori grosse problematiche in termini di sicurezza e ambiente, dall’altro, come già peraltro noto, hanno effetti di rilievo anche sulla produzione. In particolare sui volumi «anche a marzo – scrivo le Rsu – si sono avute diverse fermate dell’impianti e non si è raggiunto il livello di produzione previsto in Lac» dove a fronte di una previsione di 81.500 tonnellate ci si è fermati a 73.432, tanto che viene ribadito come l’assetto attuale di Ast «non consente di garantire il milione di tonnellate annue» segnato nell’accordo del 3 dicembre. Va detto che in acciaieria invece la previsione di 84 mila tonnellate è stata

LA VICENDA AST IN UN MINUTO

Straordinari Non solo. Secondo quanto riferiscono i sindacati «in alcune fasi standard operative, specificatamente il lunedì quando è prevista una manutenzione all’impianto, si è ricorso in più occasioni all’utilizzo improprio dello straordinario per soddisfare la presenza degli operatori di esercizio, chiamati anche a effettuare orari di lavoro particolari, soltanto per garantire una riorganizzazione sbagliata». Da qui il giudizio negativo emesso a margine del summit nell’ambito del quale non è mancato un confronto sulla sicurezza.

Sicurezza Su questo fronte le Rsu continuano a «registrare ritardi nella risoluzione di problematiche già da tempo denunciate», mentre agli occhi dei rappresentanti dei lavoratori, ma anche degli stessi operai, appare «poco chiaro il livello di formazione e informazione degli operai interessati ai nuovi processi». In questo senso, i sindacati tornano a richiedere interventi tempestivi capaci di sanare le criticità, riservandosi «di intraprendere qualsiasi iniziativa a tutela dei lavoratori»

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