di Chiara Fabrizi
Una gara in cui i player internazionali più qualificati saranno chiamati a proporre opzioni per il recupero e la commercializzazione delle scorie di acciaio inossidabile prodotte dal sito siderurgico di Terni, circa 330 mila tonnellate annue fin qui conferite nella discarica di Valle. A vigilare sulla regolarità della procedura sarà un comitato di vigilanza composto anche da rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, il prefetto Gianfelice Bellesini e il rettore dell’Università di Perugia Franco Moriconi, anche se ci sarà spazio anche per i privati.
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LA VICENDA AST IN UN MINUTO
Gara per trattamento e recupero scorie Questo il cuore della relazione di una cinquantina di pagine, ben più pesante il faldone degli allegati, che Tk-Ast ha presentato alla Provincia di Terni che nel maggio scorso aveva recapitato in viale Brin una diffida per ottenere informazioni di vario profilo sulla partita del trattamento delle scorie. Venerdì mattina ingegneri e legali di Ast hanno incontrato i dirigenti di Palazzo Bazzani e quelli di Arpa mettendo sul tavolo un timing che nell’arco di due anni, questa l’ambizione, dovrebbe fare di Terni «un polo di eccellenza e un esempio globale nel trattamento delle scorie da acciaio inossidabile».
Tk-Ast: «Vogliamo contribuire a economia a rifiuti zero» Già, perché se da una parte al centro della gara ci sarà il recupero e la commercializzazione del residuo dell’attività di produzione, dall’altra, ed è su questo che calcano la mano i manager, Ast vuole capire dai tecnici, anche alla luce degli input arrivati negli ultimi due anni a Bruxelles, come potrebbe ridurre all’origine, quindi durante il ciclo produttivo, il carico di inquinante presente nella scoria, in particolare cromo. L’obiettivo è addirittura quello di «contribuire a realizzare – si legge nei documenti – una società e un’economia a rifiuti zero». In questo senso, nel dossier consegnato alla Provincia, viene messo in chiaro che «l’attività di ricerca finora svolta non ha fornito indicazione per una soluzione compiuta alla problematica» indicata anche nelle prescrizioni dell’Aia.
Ricerca estesa a player internazionali Il riferimento appare tutto rivolto al consorzio Rmt (Recupero materiali Terni) composto da imprenditori locali, che l’amministratore delegato Lucia Morselli aveva già fatto intendere di voler superare. La strategia scelta in viale Brin, peraltro già nell’aria da alcuni mesi, è quella di indire una selezione internazionale coinvolgendo gli operatori mondiali maggiormente qualificati che saranno chiamati a presentare offerte per «progettazione e realizzazione industriale dell’intero servizio integrato di gestione, recupero e commercializzazione delle scorie di Ast, con la disponibilità a procedere al relativo affidamento».
Cosa si chiede agli operatori Nel dettaglio, ai team di esperti provenienti da mezzo mondo che saranno invitati, alcuni player sono già stati individuati ma l’analisi dell’offerta prosegue, ci si attende un quadro su «opzioni realizzabili di recupero delle scorie; quantitativo annuale di scorie recuperabili attraverso le operazioni proposte; tipologia di prodotti ottenibili a seguito delle operazioni di recupero e relative caratteristiche ambientali e prestazionali; realizzazione industriale delle operazioni di recupero; tempistica di progressiva implementazione delle stesse; individuazione della domanda e del mercato di riferimento dei prodotti ottenuti».
Comitato di vigilanza con prefetto, sindaco e rettore Sul tavolo della Provincia di Terni è stato sistemato anche il timing dell’intera operazione che prevede la nomina di un comitato di vigilanza in cui Ast conta di far accomodare, tra gli altri, il sindaco di Terni e presidente della Provincia Leopoldo Di Girolamo, il prefetto Gianfelice Bellesini e il rettore dell’Università degli Studi di Perugia Franco Moriconi. All’organismo con poteri di controllo spetterà il compito di garantire la correttezza della procedura, attraverso la partecipazione allo svolgimento della gara, assicurando l’assenza di interferenze e condizionamenti, che nel caso dovranno essere segnalati.
Timing Il comitato di vigilanza verrà nominato entro 6 mesi insieme alla commissione tecnica aggiudicatrice, composta da prof universitari e professionisti. Con lo stesso timing si conta anche di elaborare la gara stessa e completare la lista degli invitati internazionali. Il secondo step prevede altri dodici mesi per permettere agli operatori in campo, anche attraverso sopralluoghi nel sito di Terni, di formulare le offerte. Con le proposte in mano la commissione aggiudicatrice insieme al comitato di vigilanza avrà altri sei mesi di tempo per chiudere il cerchio con la valutazione delle proposte secondo uno schema che prevede 50 punti per la parte tecnica, 25 per i requisiti economici, tecnici e professionali del concorrente e altri 25 per l’offerta economica. Il faldone dei documenti è al vaglio della Provincia, chiamata a esprimersi sull’operazione internazionale messa in cantiere da Tk-Ast.
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