di M.R.

Non più un miliardo di investimenti ma intanto 560 milioni fino al 2028, comprese le risorse già spese così come dettagliate dal cavaliere Arvedi ai dipendenti. Per la ‘strategica’ Acciaieria di Terni si va verso un piano industriale a ribasso rispetto a quello illustrato tre anni fa dal presidente del gruppo: congelato il magnetico e una linea di produzione a freddo, anche i volumi sono ridotti rispetto alle prospettive iniziali. E quanto all’occupazione, è stato chiarito nella serata di venerdì, a scanso di equivoci, le 59 assunzioni di cui la proprietà ha parlato, sono le stesse già effettuate, al netto però di fuoriuscite, tagli all’indotto e interinali tornati negli organici tecnologici.

Arvedi-Ast
A qualche ora di distanza dal termine del tavolo di confronto al Mimit, l’ennesimo senza firma di uno straccio di Accordo di programma, si fa tutto un po’ più chiaro, tristemente chiaro. E rispetto alle frizioni registrate tra azienda e Regione Umbria, emerge che da viale Brin, la pretesa sull’approvvigionamento energetico a basso costo è quella di avere gratuitamente, a disposizione dello stabilimento siderurgico Ast, il 30% della produzione da polo idroelettrico di Terni, o meglio in verità fanno riferimento alla sola centrale di Galleto. A detta di Palazzo Donini un’istanza calata last minute sul tavolo del ministero. Sul momento, sembrava quasi che le parti non si fossero mai parlate in questi mesi. Eppure dall’ente sarebbero pronti a dimostrare di aver inoltrato alla direzione aziendale la propria proposta per contravvenire alle esigenze di Ast. Ma l’interlocuzione si sarebbe arrestata sulla conseguente presa d’atto. Tanto che la nuova richiesta Arvedi ha irritato i rappresentanti regionali e creato un certo imbarazzo, soprattutto alla lettura, da parte del vicepresidente aziendale Mario Caldonazzo, di un documento con determinati impegni in tal senso, che non è chiaro a questo punto se risalga alla passata gestione amministrativa di Palazzo Donini.

Acciai Speciali Terni
Per l’azienda comunque, quello rappresentato dal cavaliere ai lavoratori nella recente missiva, è di fatto il piano complessivo strategico per l’acciaieria di Terni. E fino alle soglia dei 560 milioni c’è l’impegno a proseguire con o senza Accordo di programma. Sul nodo energia, stante la necessità di firmare entro maggio, salvo ulteriori rinvii e a patto che qualcuno prima o poi il testo dell’intesa lo elabori (perché la verità è che nessuno lo ha mai visto), si apre ora una nuova fase di confronto tra azienda e Regione. Gli assessori Thomas De Luca e Francesco De Rebotti, saranno impegnati, assieme alla governatrice, per portare il contributo dell’ente alla causa, con proposte in parte già illustrate, anche in sede ministeriale, ma comunque (fatto ovvio) entro un quadro normativo di riferimento già ben definito.

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