L'Aula del consiglio regionale (foto F.Troccoli)

In 19, dai banchi della maggioranza, hanno votato a favore e in 11, da quelli dell’opposizione, si sono astenuti. E la mozione che chiede il riconoscimento dello stato di ‘area di crisi complessa’ per il territorio di Terni e Narni è stata approvata dal consiglio regionale. Il presidente del consiglio, Eros Brega, non ha preso parte al voto.

L’integrazione Il documento, che portava la firma dei consiglieri Damiano Stufara (Prc-FdS), Manlio Mariotti e Fausto Galanello (Pd), Oliviero Dottorini (IdV) e Massimo Buconi (Socialisti), è stato modificato con l’approvazione di un emendamento sottoscritto anche dal capogruppo del Pd, Renato Locchi.

La mozione Con il voto, il consiglio impegna l’esecutivo di palazzo Donini ad attivare ogni iniziativa e tutti gli strumenti di politica industriale disponibili sul piano nazionale e della programmazione dei fondi strutturali comunitari, comprese le procedure per il riconoscimento dello stato di crisi complessa per l’area di Terni e Narni. Viene inoltre condivisa la «necessità di mettere in atto un intervento organico e incisivo per rilanciare, riqualificare ed innovare il sistema produttivo e manifatturiero, quale condizione fondamentale per riaprire una prospettiva espansiva all’apparato industriale dell’Umbria e contribuire al sostegno di quello dell’intero Paese».

ThyssenKrupp Il relatore Mariotti ha spiegato che «siamo nell’imminenza di un incontro di fondamentale importanza, quello di giovedì prossimo, al ministero, per cercare di riaprire su basi fondamentalmente diverse un confronto con ThyssenKrupp e determinare davvero la possibilità di un intervento di rilancio e riqualificazione di un sito strategico per il futuro della Regione e dell’intero Paese. Con questo testo si è cercato di costruire uno sforzo che riuscisse a completare un quadro nelle premesse della mozione, che tenesse conto di quello che è successo, anche in termini di strumentazione di cui l’Umbria si è dotata con l’approvazione del quadro strategico regionale. Abbiamo cercato di formulare un dispositivo finalizzato non unicamente alla richiesta di attivazione delle procedure per l’individuazione dell’area di crisi, ma aperto ad altre possibilità, altri strumenti e leve finanziarie da attivare».

L’assessore Un segnale «positivo per il nostro territorio e consente così di andare al tavolo di confronto con il governo del 4 settembre prossimo con una posizione ed una visione chiara». Così l’assessore regionale Stefano Vinti commenta il voto di quello che definisce «una posizione ed una visione unitaria del centrosinistra umbro in merito alle tante problematiche che affliggono l’area di Terni e Narni, in particolare per la vicenda dell’Ast, che daranno maggiore forza ai rappresentanti umbri che andranno a discutere le soluzione dei tanti problemi esistenti ed a impostare una nuova fase di programmazione e progettazione dello sviluppo dell’area ternano-narnese che consenta a questi territori, strategici per l’intero sistema produttivo regionale e nazionale, di riprendere un cammino positivo, mantenendo una forte presenza sui mercati e salvaguardando l’occupazione».

Il centro destra Secondo Alfredo De Sio (Fd’I), «lo strumento dell’area di crisi complessa contiene alcune opportunità e strumenti che è già sono stati utilizzati in altri periodi e che erano ricompresi nella legge 181. Bisogna chiederci se in assenza della vertenza Thyssen sarebbe stata egualmente richiesta l’attivazione dello stato di crisi. Il nostro voto di astensione sottolinea la nostra disponibilità verso la richiesta di un intervento del governo nazionale, ma vorremmo che la giunta prendesse posizione circa le strategie di rilancio dell’area Terni-Narni». Per Raffaele Nevi (Fi), «il dibattito è nato con una forte connotazione di Rifondazione comunista e della Cgil per poi intrecciarsi con le gravi notizie contenute nel piano industriale dell’Ast. Lo strumento dell’area di crisi complessa è stato pensato per altri tipi di situazione, economica e sociale. Il governo regionale, seguendo lo sviluppo della vicenda, dovrà costruire delle riposte insieme al governo nazionale, puntando allo sviluppo e all’occupazione».

Il centro sinistra Orfeo Goracci (Cu) ha votato a favore, ma è secco: «Non nascondo di provare disagio e difficoltà per la decisione del voto. Rimango comunque perplesso dal fatto che su un delicato argomento come questo, che riguarda la sorte di migliaia di lavoratori, non si riesca a trovare un voto unanime. E visto che addirittura importanti esponenti ternani dell’opposizione decidono per l’astensione, forse siamo di fronte ad una diversa percezione della realtà». Soddisfatto, invece, Damiano Stufara (Rc) «per l’approvazione della mozione. Finalmente, a sole 48 ore dall’appuntamento al ministero dello sviluppo economico per la vicenda Tk-Ast, c’è stato un sussulto di responsabilità: con la sola eccezione del presidente dell’Assemblea Eros Brega, che non ha voluto prendere parte al voto, e senza alcun voto contrario è stata fatta giustizia delle incomprensibili contrarietà che nei mesi scorsi avevano bloccato, in ossequio ai diktat del presidente di Confindustria di Terni, la richiesta dell’area di crisi complessa, precondizione per poter ricevere iniziative di politiche industriali di carattere nazionale».

Il Pd di Terni Andrea Delli Guanti, segretario ternano del Pd, esprime «profonda soddisfazione» per l’approvazione della mozione. «Il Partito democratico di Terni – dice Delli Guanti – da tempo e con determinazione, ha ritenuto necessario per il nostro territorio un intervento straordinario teso a favorire il rilancio di una economia vessata da anni di crisi in tutti i settori come segnalato dai dati ufficiali sulla disoccupazione, la cassa integrazione e la sofferenza delle imprese».

Nuove opportunità Secondo il segretario «l’avvio delle procedure per il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa al ministero dello sviluppo economico può inserire Terni e Narni in un progetto di ripresa economica che veda coinvolti tutti gli attori del mercato del lavoro locale per indicare le azioni da intraprendere in particolare sui settori siderurgico e chimico, realizzare le opere infrastrutturali, promuovere nuovi investimenti, il recupero ambientale e l’efficientamento energetico, includendo quindi il nostro territorio in un più ampio ragionamento di attenzione nazionale».