Nuovo avviso per l’Area di crisi complessa di Terni e Narni. C’è il sostegno alla realizzazione di una o più iniziative imprenditoriali finalizzate al rafforzamento del tessuto produttivo locale e all’attrazione di nuovi investimenti al centro dell’avviso pubblicato il 2 luglio per domande di finanziamento sia per accedere ai benefici della legge 181 del 1989 che quelli dedicati all’Area di crisi complessa.

Area di crisi complessa Terni-Narni Ad annunciarlo l’assessore regionale allo sviluppo economico Fabio Paparelli. La presentazione delle domande dovrà essere effettuata in maniera telematica caricando le domande rispettivamente nel sito di Invitalia o in quello di Sviluppumbria a seconda che si opti per l’incentivo nazionale o quello regionale. Nel territorio di 17 Comuni umbri ricompresi nell’Area di crisi industriale complessa: Terni, Narni, Acquasparta, Amelia, Arrone, Avigliano Umbro, Calvi dell’Umbria, Ferentillo, Giove, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Montefranco, Otricoli, Penna in Teverina, Polino, San Gemini, Stroncone. Le iniziative imprenditoriali devono prevedere la realizzazione di programmi di investimento produttivo o programmi di investimento per la tutela ambientale eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione.

Via ai bandi per accedere ai benefici Devono inoltre comportare un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento. Per quanto riguarda l’assunzione del personale, viene indicato di procedere prioritariamente a rioccupare lavoratori licenziati e disoccupati, percettori o non più di ammortizzatori sociali, a causa di ristrutturazioni aziendali di imprese di uno o più dei 17 Comuni umbri del Sistema locale del lavoro di Terni, così come stabilito da una delibera della Giunta regionale dell’Umbria. I programmi di investimento, con spese ammissibili di importo non inferiore a 1,5 milioni di euro, devono riguardare le attività economiche individuate dalla normativa, tra cui sono considerati prioritari ambiti produttivi quali quelli delle industrie alimentari, bevande, tessili, prodotti chimici, materie plastiche, metallurgia ed altri. Ulteriori informazioni collegandosi ai link di Invitalia e di quello di Sviluppumbria.

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