Antonini applaudito dai suoi dopo la rielezione

di Chiara Fabrizi

Giovannino Antonini rieletto per acclamazione ed è subito bagarre.
L’assemblea dei soci della Spoleto Crediti e Servizi (Scs) ha votato
per alzata di mano il nuovo consiglio d’amministrazione (cda) della
cooperativa che controlla la Bps. Danilo Solfaroli, fino a qualche ora
fa vice presidente vicario, alle 10.30 aveva però chiuso l’assemblea
«per impossibilità ad una regolare prosecuzione». Antonini e i 1.500
soci presenti, invece, hanno votato la riapertura dell’adunanza,
affidando all’avvocato Caparvi la conduzione dei lavori. Una manovra che tre membri del precedente cda bollano come «assolutamente
illegittima e giuridicamente inesistente».

«Urla, schiamazzi, disordini e intimidazioni» Ad essere decisamente animati sono stati i primissimi minuti dell’adunanza degli azionisti, minuti durante i quali l’ancora vice presidente vicario Danilo Solfaroli ha aperto e rapidissimamente chiuso i lavori. Quanto successo è raccontato in un nota firmata da Solfaroli, Raggi e Cucchetto (due consiglieri del precedente board). Nel documento, invece, manca la firma dell’ex presidente Fausto Protasi, assente all’assemblea per ragioni di salute, almeno questo è stato detto ufficialmente, ma che non sottoscrivendo la nota dei tre sembra sfilarsi da ipotetici nuovi scenari. «Durante le operazioni di verifica delle regolarità delle convocazione e della costituzione dell’assemblea – si legge – alcuni soggetti intervenuti ed il consigliere Antonini hanno più volte interrotto illegittimamente l’attività del presidente dell’adunanza, chiedendo agli astanti, altrettanto illegittimamente, di procedere alla nomina di un altro presidente». E poi: «Il consigliere Antonini cercava illegittimamente di dirigere i lavori assembleari e proponeva agli astanti di designare per alzata di mano un presidente dell’Assemblea. A tale iniziativa – prosegue la nota – conseguivano urla, schiamazzi, richieste di votazioni, dichiarazioni di voto, mozioni, interventi non autorizzati, disordini vari ed anche intimidazioni da parte di soggetti presenti e non meglio identificati tale da rendere impossibile la regolare prosecuzione dei lavori». Di lì a poco Solfaroli ha dichiarato chiusa l’assemblea.

A destra Danilo Solfaroli (foto Fabrizi-U24)

Fuori la stampa Vale la pena precisare, per dovere di cronaca, che ai numerosi collaboratori e corrispondenti di testate giornalistiche presenti nella hall dell’Albornoz è stata preclusa la possibilità di seguire i lavori dell’assemblea dei soci. In un primo momento si è trattato di una precisa disposizione che il servizio d’accoglienza e sicurezza sosteneva di dovere eseguire. In un secondo momento, invece, e precisamente dopo la riapertura dei lavori, ai 1.500 soci presenti nella sala è stato chiesto di pronunciarsi sulla disposizione. Anche qui la votazione è stata palese, cioè per alzata di mano, i soci si sono detti tutti d’accordo, zero astenuti e un solo contrario.

La riapertura dei lavori Nonostante l’impossibilità di seguire direttamente i lavori dell’assemblea dei soci la ricostruzione di quanto accaduto è  nota. All’uscita di Solfaroli, Raggi e Cucchetto i presenti hanno riaperto i lavori e indicato come presidente temporaneo l’avvocato Claudio Caparvi. Dopodiché sono state votate alcune disposizioni, il collegio dei sindaci ha proceduto alla lettura di una relazione e i soci che ne avevano fatto richiesta hanno avuto modo di prendere la parola.

La lista unica di Antonini e il nuovo cda A pochi  minuti dalle 13 ai soci seduti nella sala Barber dell’Albornoz hotel è stata presentata una sola lista sottoposta, qualche minuto dopo, alla votazione palese, vale a dire per alzata di mano. Un’elezione per acclamazione che ha portato a rinnovare i sette membri del cda. Tornano Giovannino Antonini e l’avvocato Marco Bellingacci ed entrano il geometra costruttore Rodolfo Valentini, Leodino Galli candidato a sindaco per l’Udc nelle comunali di Spoleto del 2009, Claudio Caparvi, Pasquale Coreno (ex-generale dei carabinieri) e Gianfranco Binazzi. Su 1500 presenti i voti contrari sono stati soltanto sette. Il nuovo cda è già stato convocato per martedì 20 dicembre giorno in cui saranno rese note le nomine del board.

I soci fuori dall'Albornoz hotel (foto Fabrizi-U24)

La nota della Scs: «Fine dei tumulti» A metà pomeriggio arriva invece la comunicazione della Scs sull’elezione del nuovo board. «Un Consiglio d’amministrazione, di alto profilo e di assoluta indipendenza, eletto con voto unanime (solo 7 voti contrari) e per acclamazione dall’assemblea dei soci Scs. Soci che hanno partecipato in massa all’appuntamento dando una grande prova di democrazia societaria, dimostrando in maniera tangibile la volontà di porre fine a un periodo tumultuoso che aveva bisogno di chiarezza e di ritrovata serenità.Una compagine sociale che ha decretato in maniera netta di approvare le linee guida di Giovannino Antonini al quale è stato confermato il pieno mandato a proseguire nelle strategie che puntano da un verso a mantenere il ruolo di socio di maggioranza della Bps per garantirne l’autonomia e dall’altro di dotare la Scs di un cda altrettanto autonomo nei confronti della controllata e delle parti correlate (società partecipate da Scs). L’assemblea ha fornito anche indicazioni precise in merito ad alcune modifiche statutarie relative ai membri del cda che non potranno avere esposizione debitoria verso la controllata. Un ringraziamento particolare è andato al consigliere uscente Michelangelo Zuccari,  vicepresidente della Banca Popolare di Spoleto. Il nuovo consiglio, per la nomina delle cariche al suo interno, si riunirà martedì 20 dicembre».

La nota dei «dissidenti» A un paio di ore dalla nomina del nuovo board Danilo Solfaroli, Francesco Raggi e Fabrizio Cucchetto, diffondono una nota che definisce come «assolutamente illegittima e giuridicamente inesistente» la riapertura dei lavori dell’assemblea dei soci. Oltre alla cronaca di quanto accaduto prima della chiusura dei lavori decretata da Solfaroli, i tre mettono bene in chiaro che le pesanti frizioni registratesi nell’ultimo mese e mezzo sono tutt’altro che concluse. Ed è piuttosto probabile che i tre membri del precedente cda Scs stia valutando la possibilità di ricorrere alle vie legali per verificare la legittimità della votazione dei 1.500 soci.

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2 replies on “Scs, Antonini rieletto tra «urla e intimidazioni». I «ribelli» pronti a ricorrere alle vie legali”

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