Il tycoon mediorientale Mohamed Alabbar, 68 anni, con un patrimonio stimato di 2,3 miliardi di dollari secondo Forbes e padre di progetti iconici come il Burj Khalifa e il Dubai Mall, ha deciso di investire nel cuore dell’Umbria con un progetto che promette di trasformare la regione in un polo di lusso internazionale. Fondatore della piattaforma e-commerce Noon, del quarto gruppo immobiliare al mondo, Alabbar è anche socio di Ye e detiene la catena di ristoranti Kfc, che aprirà a Perugia il primo punto all’interno del Quasar. La notizia dell’acquisto dela totale proprietà di Antognolla è stata anticipata martedì mattina dal Corriere dell’Umbria, Umbria24 ha trovato conferme e dettagli sull’avvenuta transazioni, da fonti vicine alla compravendita.

Alabbar ha incontrato a Palazzo Donini la governatrice Stefania Proietti e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi per illustrare il suo piano di sviluppo. L’iniziativa si inserisce nel progetto avviato dal russo Andrey Yakunin, proprietario della tenuta e di una residenza in Umbria, che fin dal suo arrivo aveva cominciato a restaurare il castello e a trasformare gli immobili residenziali in un resort Six Senses affiancato da mini alloggi extra lusso. Ora il nuovo corso prevede ulteriori investimenti volti a rendere il complesso ancora più appetibile per il mercato globale del lusso, con risorse che non mancano.

Oltre all’acquisto di Antognolla, Alabbar ha già in Italia un track record di investimenti significativi: nel 2024 ha acquisito il Grand Hotel Imperiale a Forte dei Marmi e, lo scorso giugno, il Grand Hotel Des Bains a Venezia. Il piano annunciato a settembre in un’intervista al Financial Times prevede un’espansione europea di Emaar, la società holding del gruppo, alla ricerca di nuovi mercati dopo una crescita straordinaria in Medio Oriente. L’Italia, e in particolare l’Umbria, rientra tra i “grandi paesi” considerati da Alabbar per acquisizioni di maggioranza o totali, possibili grazie al basso livello di indebitamento del gruppo e alla disponibilità di prestiti per finanziare le operazioni.

Secondo i dati forniti dal gruppo, Emaar ha registrato lo scorso anno un utile in crescita del 25%, pari a 18,9 miliardi di dirham, circa 5,1 miliardi di dollari. Tradotto in termini strategici, Dubai è ormai diventata troppo piccola per ulteriori sviluppi e l’Umbria, con il suo potenziale turistico, la Zona economica speciale e la possibilità di attrarre investimenti nel segmento lusso, diventa terreno fertile per espandere il portafoglio immobiliare internazionale di Alabbar.

Va ricordato inoltre che alla cifra indicata per l’acquisizione di Antognolla, ovvero 150 milioni di euro, si aggiungeranno gli investimenti sul resort, ancora in fase di costruzione, che punta a completare la trasformazione del complesso in una destinazione di lusso globale. L’intento è chiaro: combinare il fascino storico del territorio con standard internazionali di ospitalità e servizi esclusivi, creando un polo in grado di attrarre clienti da tutto il mondo.

Alabbar è anche amico dell’imprenditore del lusso umbro Brunello Cucinelli, si inserisce ora nel panorama regionale con una visione che unisce patrimonio storico, innovazione e mercato globale, rafforzando la posizione dell’Umbria nel circuito internazionale del lusso e dell’investimento immobiliare di alta gamma.

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