Lavoratori ex Novelli corteo del dicembre 2016 a Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Sono direttamente le organizzazioni sindacali a confermare la fumata nera sulla vendita della Novelli, con 500 lavoratori in organico di cui 300 occupati nei siti di Spoleto, Terni e Amelia. A fermare la cessione sarebbe sempre l’indisponibilità di uno dei tre soci storici, Enzo Novelli, mentre resterebbe l’apertura dei fratelli Torquato e Ferdinando.

Novelli ipotesi vendita al 66% Al tavolo è anche stato spiegato come i rappresentanti della famiglia Greco, che ha già manifestato l’intenzione a rilevare al prezzo simbolico di un euro il Gruppo alimentare con 120 milioni di passività, si sarebbero detti disponibili a prorogare fino a fine anno l’offerta di acquisto della Novelli. Tuttavia si fa strada anche l’ipotesi di una vendita al 66 per cento, ossia a concludere l’operazione con le quote in mano agli altri due fratelli, su cui tanto il ministero dello Sviluppo economico (Mise) quanto il Consiglio di amministrazione guidato da Alessandro Musaio stanno verificando la fattibilità. Se in questo senso ci sia già l’ok dei Greco non è noto ma è ovvio che anche l’acquirente avvierà le analisi del caso.

Sindacati in pressing sugli stipendi Al nulla di fatto sulla vendita si somma il pressing per gli stipendi. Nei giorni scorsi i lavoratori dopo una protesta che ha creato tensione soprattutto a Spoleto erano riusciti a spuntare l’impegno al pagamento di 500 euro per tutti i dipendenti (discorso a parte per gli avventizi) che risulta rispettato con gli accrediti riscontrati dalle maestranze. Ma naturalmente è ben più consistente il monte delle spettanze arretrate, tanto che i sindacati al Mise sono tornati alla carica chiedendo certezze. Il Cda si è quindi impegnato a versare almeno ulteriori 500 euro ma i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto uno sforzo maggiore spingendo il board a prendere tempo per verificare la liquidità disponibile e stabilire l’esatto versamento che verrà comunicato lunedì. Le maestranze attendono poi la convocazione di un nuovo summit ministeriale che dovrebbe essere fissato per la prossima settimana, anche perché l’obiettivo dichiarato di Mise e Cda tecnico è vendere la Novelli prima della fine dell’anno.

@chilodice