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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 09:58

Alcantara ferma e stoppa le assunzioni. Cisl e Uil: «Relazioni compromesse»

Crisi del mercato e Coronavirus, battuta d’arresto della fabbrica di Nera Montoro. Cgil: «Nessuno deve essere lasciato indietro»

Quanto accaduto nelle ultime ore in Alcantara dimostra quanto fossero fondati i timori espressi all’indomani della scelta aziendale di stoppare la produzione fino al 14 aprile, nonostante il settore non fosse costretto, da decreto del 22 marzo, alla fermata. Nel pomeriggio di lunedì, il management ha ufficializzato l’amara notizia: della trasformazione di quei 25 contratti in scadenza, a tempo indeterminato non se ne fa nulla. Il fatto, oltre ad avere probabilmente gettato nello sconforto i lavoratori coinvolti, ha marcato fortemente le già difficili relazioni tra sigle sindacali. A firmare il comunicato con la spiacevole notizia sono infatti Femca Cisl e Uiltec Uil che parlano anche di «relazioni con l’azienda ormai compromesse e difficilmente recuperabili». Da qui l’invito rivolto all’amministratore delegato Andrea Boragno a rivedere la propria posizione.

Alcantara Che la situazione fosse pesante – scrivono i segretari delle due sigle di categoria, Fabrizio Framarini (Cisl) e Doriana Gramaccioni (Uil) lo avevamo intuito qualche tempo fa. I problemi legati al mercato dell’auto avevano già da qualche mese fatto rimodulare i programmi produttivi. A queste difficoltà se ne sono poi aggiunte altre di natura interna. Questa serie di problematiche ha portato l’azienda a comunicarci il 12 marzo che, nonostante la situazione sopra descritta, avrebbe comunque trasformato a tempo indeterminato 25 contratti su 57 in scadenza a fine mese. A distanza di 10 giorni, a valle di una richiesta sindacale di fermare temporaneamente la produzione per la problematica del Coronavirus, l’azienda prima ha accettato di fermare la produzione e dopo due ore ha presentato il conto. Ad insistere per una sospensione delle attività industriali in difesa della salute dei lavoratori, come avvenuto peraltro presso moltissime aziende del territorio, soprattutto la Filctem Cgil; ma qui l’ok ha finito per produrre anche questo effetto negativo.

Relazioni compromesse «La direzione aziendale – proseguono Cisl e Uil – ha comunicato alla Rsu che non terrà fede ai suoi impegni e non procederà quindi alla trasformazione di nessun contratto in scadenza. Come organizzazioni sindacali giudichiamo inaccettabile e inopportuno questo comportamento. Suonano beffarde le rassicurazioni verbali dell’azienda che si impegna, appena ci saranno le condizioni, a richiamare questi lavoratori, molti dei quali erano in fabbrica da oltre quattro anni. Le relazioni sindacali, è bene che si sappia, subiranno un’inevitabile battuta d’arresto che sarà sanata con difficoltà. Il rapporto virtuoso avviato sindacalmente da anni con Alcantara, che ha portato – è bene ricordarlo – alla realizzazione di importanti risultati ma anche a notevoli profitti e relativi grandi investimenti, a causa di questo comportamento, si dovrà ora interrompere per cause a noi non attribuibili. Intanto alla ripresa produttiva oltre al blocco degli straordinari ci sarà subito la necessità di fare una verifica dell’organizzazione aziendale reparto per reparto per capire l’esatto dimensionamento degli stessi. Mai – commentano – ci saremmo aspettati questo tipo di comportamento. L’auspicio è che Alcantara torni a valutare la situazione e a proporci quanto prima alternative valide rispetto alla dissennata decisione formulata lunedì».

Emergenza Covid La Filctem Cgil di Terni precisa: «Nell’incontro del 12 Marzo, presso la Confindustria di Terni, dove l’azienda era a comunicare che su 57 contratti in scadenza ne avrebbe trasformati 25 a tempo indeterminato, la nostra organizzazione sindacale era la sola già sensibile riguardo all’emergenza crescente da COVID-19; in quella sede proponevamo già di affrontare l’emergenza prima che gli eventi ci travolgessero chiedendo una rimodulazione degli assetti produttivi e il ricorso ad ammortizzatori sociali che avrebbero permesso la salvaguardia di tutti e dei 57 contratti a termine. Nell’incontro con la Rsu di ieri sono stati rimessi tutti in discussione. Eravamo e siamo tutt’ora convinti che si possano gestire le situazioni, prima che diventino drammatiche, il 12 Marzo al tavolo abbiamo sostenuto, e lo faremo sempre, che nessuno dev’essere lasciato indietro, quindi si pongano le basi per un accordo sul bacino di prelazione dei lavoratori momentaneamente sospesi dall’attività lavorativa, visto che tutti gli altri saranno in cassa integrazione. Ci rammarica che al sommarsi dell’emergenza sanitaria ci sia anche quella sociale, ma allora quando le soluzioni erano perseguibili ci siamo ritrovati da soli. Come Filctem Cgil – conclude la segretaria Marianna Formica – continueremo sempre nella tutela della salute e dei diritti dei lavoratori perché non c’è alcun valore più alto di questo».

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