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mercoledì 16 giugno - Aggiornato alle 00:01

Agricoltura, per l’Umbria niente taglio dei fondi UE. Morroni: «Battaglia vinta»

Alla Camera il ministro Patuanelli ha annunciato che porterà in Consiglio dei ministri una proposta in grado di salvaguardare le risorse

Una mucca in un pascolo umbro (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

Niente taglio dei fondi europei per l’agricoltura umbra nel biennio 2021-2022. Mercoledì nel corso del question time alla Camera il ministro delle Politiche agricole, il pentastellato Stefano Patuanelli, ha annunciato che «la soluzione che proporremo nel Consiglio dei ministri di questa o al massimo della prossima settimana, verte su due elementi che procedono in modo parallelo». Secondo la proposta Patuanelli nel 2021 la ripartizione delle risorse terrà conto per il 90% dei criteri storici e per il restante 10% di quelli oggettivi; nel 2022 le percentuali passeranno rispettivamente al 70% e al 30%: «Questo nuovo criterio di riparto – assicura – incide su cinque regioni per complessivi 92 milioni di euro circa nel biennio».

LA BATTAGLIA DELLE 6 REGIONI SUL TAGLIO DEI FONDI

La soluzione «Ritenendo quindi – ha aggiunto – che in questo momento nessuna regione debba avere risorse in meno anche per affrontare il tema post pandemia del settore agricolo, abbiamo deciso di creare un fondo inserendo lo stesso numero di risorse, cioè circa 92 milioni, a tutela di quelle regioni che nel nuovo criterio di riparto hanno meno fondi. In questo modo non ci sarà nessuna ragione che avrà un euro in meno di quanto avrebbe avuto con il riparto dei criteri storici». «Garantiamo quindi – ha concluso – l’applicazione piena dei piani di sviluppo rurale e quindi inseriamo più risorse complessive nella spesa pubblica del Feasr. Credo che questa sia la soluzione migliore perché tiene dentro l’esigenza di superare i criteri storici, come richiesto dalla maggior parte delle regioni, e quella di garantire le stesse risorse di prima anche al Centro-Sud».

La battaglia Sul tema nelle passate settimane l’Umbria e altre cinque regioni (Calabria, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia) avevano ingaggiato sul tema una battaglia comune molto dura, parlando di «vero e proprio scippo» da parte delle regioni più forti a danno di quelle più deboli. Sulla base della proposta originaria del ministro, per il 2021 si parlava di un 30% relativo ai criteri oggettivi e di un 70% relativo ai parametri storici, mentre nel 2022 la proporzione sarebbe stata esattamente quella opposta. Secondo le stime dell’assessore all’Agricoltura Roberto Morroni, l’Umbria avrebbe potuto perdere circa 40 milioni di euro. Insieme ai colleghi delle altre regioni, all’inizio di maggio Morroni aveva tenuto una conferenza stampa in Senato, durante la quale tutti hanno chiesto al governo di trovare un’altra soluzione e di non toccare le risorse.

Morroni «La posizione portata avanti in questi mesi, finalizzata a far prevalere buonsenso e visione unitaria – dice Morroni a Umbria24 – alla fine ha trovato un punto di equilibrio. La battaglia ha sortito gli effetti sperati e il Governo ha tenuto conto delle nostre posizioni, salvaguardando l’equilibrio complessivo e tenendo conto delle specificità delle regioni, ma non solo: l’esecutivo ha tenuto conto anche delle finalità di riequilibrio perseguite dal Fondo a vantaggio delle regioni più deboli».

De Luca A esultare è anche il consigliere regionale del M5S Thomas De Luca: «Grazie al Movimento – scrive – è stata sventata la stangata sul Feasr». «Un fondo ad hoc – aggiunge – che consentirà di garantire a ciascuna regione le risorse necessarie per sostenere un settore da rilanciare e che rappresenta una delle principali vocazioni per territori come l’Umbria. Un risultato anche frutto delle nostre continue sollecitazioni e richieste per la tutela dei territorio delle aree interne e per il contrasto allo spopolamento dei borghi e delle montagne. Un ringraziamento particolare al ministro Patuanelli, che ha profuso ogni sforzo possibile per individuare le risorse necessarie».

Twitter @DanieleBovi

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