Preso atto della situazione di poli-crisi globale, Confagricoltura affianca il Copa-Cogeca nel sollecitare la Commissione europea ad adottare una risposta forte, urgente e coordinata. Al contempo, ribadisce la propria disponibilità a collaborare attivamente alla definizione di un piano specifico che tenga conto delle reali esigenze delle imprese agricole e contribuisca a garantirne la sostenibilità economica e produttiva.

“Anche il sistema agricolo umbro – dichiara Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria – pilastro economico e sociale del territorio, sta attraversando una fase negativa e in progressivo peggioramento. È necessario un piano emergenziale di sostegno alla produttività che tenga conto delle specificità regionali”.

In Umbria, sostiene Confagricoltura, le criticità risultano ancora più evidenti a causa della struttura diffusa delle aziende agricole e della forte incidenza dei costi sui margini aziendali. Tra i principali fattori di crisi si segnalano: l’impennata dei prezzi dei fertilizzanti, che arrivano a rappresentare fino al 30% dei costi aziendali; aumenti fino al 100% del costo del gasolio agricolo, con ricadute dirette sulle lavorazioni e sull’intera filiera; i rincari dell’energia, che frenano produzione e investimenti, in particolare nei comparti vitivinicolo, olivicolo e zootecnico; le crescenti difficoltà nella catena di approvvigionamento, con materiali di imballaggio più costosi e servizi logistici sempre più onerosi e, in alcuni casi, difficilmente reperibili.

“Alla luce di questo scenario – conclude Pennacchi – Confagricoltura Umbria ribadisce con forza le proprie richieste: garantire fertilizzanti disponibili e accessibili; avviare una concreta semplificazione normativa; favorire la diversificazione e l’accessibilità dell’approvvigionamento energetico, incentivando lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle agroenergie anche a livello territoriale. Non è sostenibile che alle imprese venga chiesto di far fronte all’aumento dei costi di produzione senza che sia riconosciuto il giusto valore alle produzioni agricole: il rischio concreto è quello di un progressivo sovraindebitamento del settore, che comprometterebbe la capacità futura di garantire il fabbisogno alimentare. È inoltre fondamentale assicurare un accesso al credito efficace e adeguato, indispensabile per sostenere lo sviluppo e la crescita delle aziende agricole”.

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