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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:57

Aeroporto, ecco perché gli aerei di Alitalia potrebbero tornare a Perugia

L’amministratore delegato di Ita: «Valutiamo la possibilità di offrire collegamenti a territori minori»

Il battesimo del volo Alitalia Perugia-Milano, decollato a fine ottobre 2019

di Daniele Bovi

Gli aerei con la livrea di Alitalia potrebbero tornare all’aeroporto San Francesco. La compagnia come noto è stata acquisita da Ita per 90 milioni di euro (145 erano quelli richiesti inizialmente) e il 30 gennaio a fare chiarezza sulla strategia futura della nuova proprietà a proposito dello storico marchio sarà il cda di Ita Airways. Qualche indizio però nel frattempo è possibile ricavarlo dall’audizione, che si è tenuta giovedì alla commissione Trasporti della Camera, dell’amministratore delegato Fabio Lazzerini e del presidente Alfredo Altavilla.

Lo scenario La possibilità è quella che Ita segua le orme ad esempio di Lufthansa e Air France-Klm, che ha schierato compagnie low cost di proprietà (Eurowings e Transavia) su determinati tipi di mercati. Alitalia potrebbe perciò trasformarsi in una low cost impegnata lungo rotte regionali, dalla Sardegna (dove i collegamenti vengono garantiti con tariffe calmierate) agli aeroporti minori come Perugia, dai quali potrebbe poi indirizzare il traffico verso Fiumicino o Milano; una volta qui, i passeggeri potrebbero salire sulle rotte internazionali e intercontinentali, ben più redditizie. L’obiettivo di una simile strategia sarebbe duplice: aumentare il volume di traffico in due scali chiave per la compagnia e provare ad accaparrarsi una fetta dei contributi che gli enti locali (compresi quelli umbri) garantiscono a compagnie come Ryanair.

Territori minori Secondo i dati di Altavilla, nel 2019 le low cost hanno ricevuto qualcosa come 400 milioni di euro di sussidi dai piccoli aeroporti. «Alcuni territori – ha spiegato Lazzerini nel corso dell’audizione – non fanno parte del piano con cui è partita l’azienda. Stiamo valutando però la possibilità o direttamente o attraverso alleanze di poter offrire dei collegamenti anche a territori minori che sono per Ita funzionali ad aumentare la capacità di attrarre traffico su Fiumicino, facendo ‘feederaggio’: bisogna trovare il modo economicamente soddisfacente per poterlo fare. Nel gergo si chiamano ‘rotte sottili’». Negli anni passati la ‘vecchia’ Alitalia aveva già lavorato al San Francesco: a fine ottobre 2019, pochi mesi prima della pandemia, era arrivato il Perugia-Milano Linate, mentre tra 2015 e 2016 è stata la volta del Perugia-Roma.

Twitter @DanieleBovi

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