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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 21:53

Aeroporto, è crisi finanziaria e patrimoniale: chiesti ai soci risorse e nuovo patto per il rilancio

Nel 2020 perdite da 1,6 milioni, entro fine mese rischio liquidità. Regione vuole ricapitalizzazione. Possibile riassetto societario

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Un Airbus A321 a Perugia

di Daniele Bovi

La situazione è molto delicata, al punto che senza interventi entro fine mese si prospetta una «totale assenza di liquidità». Sono stati i conti dell’aeroporto «San Francesco d’Assisi» i protagonisti dell’incontro di mercoledì mattina fra tutti i soci di Sase e il nuovo consiglio di amministrazione, nominato nell’agosto scorso, guidato dal generale Stefano Orazio Panato. Intorno a un tavolo – in videoconferenza – i vertici di Regione, Sviluppumbria, Camera di commercio, Confindustria, dei Comuni e degli altri soci. Tutti sono stati chiamati, in tempi brevi, a fare una «seria riflessione» sul da farsi, così da invertire la rotta.

LE NUOVE ROTTE PER LA STAGIONE ESTIVA

La crisi Il quadro, prospettato ai soci da Regione e Sviluppumbria in una lettera di quattro pagine che Umbria24 ha potuto visionare, è problematico e arriva dopo un 2020 che, a livello globale, è stato forse l’anno più nero della storia dell’aviazione civile. Lo scenario è quello di una «preoccupante situazione patrimoniale e finanziaria della società, che immaginavamo e cui ci eravamo preparati negli ultimi mesi». Per il 2020 la perdita ipotizzata è di 1,6 milioni di euro a fronte di un patrimonio netto da 1,2 milioni di euro; un quadro molto complicato, di fronte al quale urge, come previsto dalla legge, ripianare le perdite, ma non solo.

IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE E LE INCOGNITE

I numeri Se lo scopo del nuovo piano industriale, presentato nei mesi scorsi, è quello di rilanciare lo scalo, occorrono risorse aggiuntive. Per il 2021 sono previsti 35 mila passeggeri (nel primo bimestre sono stati meno di 1.500 secondo i dati di Assaeroporti) e un fabbisogno di circa 3,4 milioni, «con una totale assenza di liquidità prospettica già al 30 aprile». Il prossimo anno, invece, le stime parlano di un ritorno a 250 mila passeggeri e di un fabbisogno di 3 milioni; per il 2023, l’auspicio è di toccare quota 320 mila passeggeri con un fabbisogno di 5 milioni. Questo perché c’è l’intenzione di attivare la rotta per Monaco di Baviera con Lufthansa, scelto come hub internazionale (una strada intrapresa già dal precedente management a fine 2014). Se si volesse anticipare il servizio, nel 2022 servirebbero altri due milioni.

Due soluzioni Che fare per tappare la falla e provare a rialzare il muso della Sase? Regione e Sviluppumbria prospettano un paio di soluzioni: la prima, la più gradita, è quella che passa per la ricapitalizzazione, con i soci che si impegnano a ripianare in proporzione alle proprie quote. Sviluppumbria e Camera di commercio da sole, e in parti quasi uguali, hanno oltre il 70% del pacchetto azionario di Sase, seguite da Unicredit (9,2%), Comune di Perugia (6,25%), Confindustria (5,5%), Comune di Assisi (2,2), Ance (2,1) e via via tutti gli altri.

Un nuovo patto La Regione, in caso i soci non ce la facessero a ripianare per intero le perdite, è pronta a coprire la differenza ma a una condizione: che sia stipulato «un nuovo accordo con i soci nel quale sia previsto un congruo riassetto societario in ragione dell’effettivo apporto finanziario di ciascuno». Insomma, nell’eventualità si rivedrà il peso di ognuno e Palazzo Donini ha già appostato le risorse necessarie. In un caso o nell’altro, i soci sono chiamati a sottoscrivere un nuovo patto «per condividere la finalità di interesse generale e l’onere di sostegno pro quota del piano industriale»; un modo per costringere tutti a rispettare gli impegni necessari a garantire il rilancio del San Francesco. La seconda strada è quella tracciata dal decreto Liquidità del governo Conte, che prevede la possibilità di spalmare le perdite 2020 in cinque anni.

Palla ai soci L’opzione è la meno gradita dalla Regione e, comunque vada, una prima tranche da almeno 600 mila euro va versata entro fine mese per garantire la pura e semplice continuità aziendale di Sase. La palla ora passa ai soci del San Francesco, chiamati a fare una scelta in tempi rapidi: la Regione ha spiegato che è il tempo di stringere e l’orientamento di massima, seppur tra molte cautele e qualche dubbio, sembra quello di procedere lungo la strada preferita da Palazzo Donini. Dopo l’incontro di mercoledì potrebbe seguire la convocazione del cda e dell’assemblea dei soci vera e propria.

Twitter @DanieleBovi

 

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