di D.B.
All’aeroporto «San Francesco» di Perugia arriva un nuovo volo. Dall’8 giugno all’inizio di ottobre la compagnia turca Corendon Airlines collegherà lo scalo umbro a quello israeliano di Tel Aviv. A riportare la notizia è stato lunedì il giornale online israeliano Globes. Oltre a Perugia (destinazione al momento non prenotabile attraverso il sito della Corendon) la compagnia da Tel Aviv volerà anche verso Colonia, Norimberga, Sofia e Corfù. Attiva dal 2005, la società turca può contare su una flotta di 17 Boeing che volano su 160 destinazioni.
Numeri Martedì intanto Sase ha fatto il punto sui numeri che riguardano i passeggeri. Il 2019 si è chiuso con 219 mila transiti, in lieve flessione (-1,9%) rispetto all’anno precedente più che altro a causa del taglio, operato da Ryanair e Wizzair, di due rotte nonostante dati superiori alle attese. Malta e Milano, attive da fine ottobre, non sono riuscite quindi a compensare il calo. A cavallo dei due anni comunque sono stati registrati numeri positivi: +46% a novembre, +20% a dicembre e oltre il 20% in più nella prima parte di gennaio. Tra le novità del 2020, che contribuiranno a spingere in alto i transiti, l’attivazione delle rotte verso Vienna (da aprile con Lauda Motion), Rotterdam (sempre da aprile con Transavia) e Londra Heathrow con British Airways (Ryanair continuerà come di consueto a volare verso Stansted).
Anno di transizione «Il 2019 – commenta l’aeroporto – doveva essere, e lo è stato, un anno di transizione e di programmazione verso un 2020 che, risorse permettendo, si presenta con un numero di voli e di collegamenti verso altre destinazioni europee, da record storico e con pochi eguali tra i piccoli aeroporti italiani, o forse nessuno». I vertici di Sase, che scadranno a giugno dopo la proroga di un anno deliberata dai soci in estate, sottolineano poi che per crescere servono soldi: «Tutti gli aeroporti medio-piccoli – dicono – sono finanziati perlopiù da enti pubblici, associazioni di categoria e fondazioni», e le risorse servono per dare contributi alle compagnie, soprattutto le low cost: «Sase – ricordano – impiega 2,2 milioni sui tre totali ricevuti da Regione, Camera di commercio di Perugia e Fondazione Cassa di risparmio», una «cifra esigua» se paragonata ad esempio a Cuneo, che riceve oltre sei milioni per il solo incentivo alle compagnie aeree.
Bilanci Se soldi non ce ne sono, «si è costretti a volte a ripiegare su compagnie più piccole, con conseguente rischio di incappare in qualche errore», come è successo a Perugia. Gli investimenti però sono ben ripagati: «Gli ultimi dati riportati da varie riviste specializzate – prosegue Sase – parlano di un ritorno sul territorio di circa 50 volte per ogni euro investito nel trasporto aereo». Da ultimo la società che gestisce il «San Francesco» rivendica anche che il 2019 potrebbe essere il terzo anno consecutivo con un bilancio in attivo. E proprio in estate, dopo l’ok al bilancio, i soci procederanno al rinnovo dei vertici di Sase. Un ruolo decisivo lo giocheranno Regione e Camera di commercio, che da sole (la prima attraverso Sviluppumbria) detengono oltre il 70% del pacchetto azionario.
Twitter @DanieleBovi
