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martedì 7 febbraio - Aggiornato alle 12:34

Accordo di programma Ast al palo, Cgil, Cisl e Uil aspettano call Arvedi da 40 giorni

Richiesta di incontro alla nuova proprietà di Acciai speciali Terni lettera morta, sindacati: «Il cavaliere perde un’occasione»

«Il confronto con le parti sociali non è dovuto, ma sicuramente, nella fase complessa che stiamo attraversando, esso può rappresentare un punto di avanzamento rispetto agli obiettivi di sviluppo territoriali». Ne sono convinti i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil Terni che da 40 giorni hanno inoltrato al cavaliere Arvedi la richiesta di un incontro ai piani alti di viale Brin per approfondire i progetti del gruppo di Cremona per l’acciaieria della Conca e perché no magari anche quelli per altri siti di proprietà dell’acciaiere, tanto più se integrati con le produzioni ternane o utili a confermare o smentire le indiscrezioni che si susseguono sulle trattative con Jindal per Piombino.

Ast «Siamo delusi – riferiscono i sindacati – rispetto alle modalità di relazione con le parti sociali tenute sin qui dal nuovo gruppo Arvedi che ha acquisito Acciai Speciali Terni. Sono ormai passati oltre 40 giorni da quando Cgil, Cisl e Uil di Terni hanno inoltrato una richiesta di incontro alla direzione aziendale del gruppo, per approfondire e conoscere il ruolo ed i progetti del gruppo all’interno delle prospettive di sviluppo territoriale, con le attenzioni dovute alla salvaguardia e sviluppo dell’insieme dei livelli occupazionali nel processo di transizione. Incontro nel solco delle tradizioni sindacali territoriali. Le organizzazioni sindacali, rispettose dell’autonomia nelle scelte che il nuovo gruppo, a livello di nuove relazioni, intende costruire con il territorio, credono che avrebbe dovuto essere volontà e necessità della nuova società conoscere, confrontarsi e stabilire una relazione con le parti sociali territoriali ternane, nel
rispetto della storia di questo territorio, di quello che in questi anni è stato costruito e nel rispetto del movimento dei lavoratori che ha consentito ad Ast di essere ancora oggi un sito appetibile e strategico».

Siderurgia Secondo quanto risulta a Umbria24 rispetto all’Accordo di programma con le istituzioni, necessario allo sblocco dell’investimanto da un miliardo per l’acciaieria di Terni, tutto è fermo; a maggior ragione ora che è iniziata la campagna elettorale verso il nuovo Parlamento e governo. Ma intanto il tempo passa, Marcegaglia, storico cliente Ast e trasformatore di acciaio, ha avviato un percorso per produrre inox e il cronoprogramma annunciato dal cavaliere avrà già subito uno slittamento rispetto al nuovo forno di riscaldo alimentato a idrogeno come primo step da compiere. Piani ambientali, energetici e sociali sono rimasti, a quanto pare, titoli di questioni da affrontare con Palazzo Donini e gli uffici tecnici competenti. «Tra qualche mese sarà ormai un anno dall’annunciato passaggio alla nuova proprietà, poi concretizzatosi nel gennaio 2022. Da allora – denunciano i sindacati – si sono sempre e solo rincorse notizie a mezzo stampa e annunci, senza mai un incontro ufficiale con il sindacato confederale. Ma notizie e
annunci oggi stentano complessivamente a trovare concretezza nei fatti. Ne è l’esempio lampante il ‘piano Industriale’ che, esclusa qualche linea guida di per sé condivisibile, ancora oggi non ha trovato momenti di confronto, né una trascrizione, in sede ministeriale, degli impegni precisi in termini di investimenti, produzioni e relativi mix, innovazione tecnologiche di processi e prodotti, politiche commerciali e soprattutto sviluppo dei livelli occupazionali».

Il Piano Arvedi Rispetto al commerciale, da registrare il ritorno a Terni di Simone Mattei, quadro dell’ente di riferimento per diverso tempo, fino alla gestione Morselli. Quel comparto in particolare è chiamato a uno sforzo probabilmente straordinario per accrescere il portafoglio clienti dell’acciaieria, oggi ferma per il consueto stop estivo, poi soggetta a vautazione di ordini per l’organizzazione del lavoro alla ripresa degli impianti. La fermata ha già comportato delle distinzioni tra un reparto e l’altro e subìto diverse modifiche nel corso delle settimane passate. Cgil, Cisl e Uil – proseguono i sindacati – nella richiesta inoltrata intendevano soltanto offrire un proprio punto di vista e sollecitare una discussione propedeutica al buon esito degli annunci fin qui fatti. Con rammarico prendiamo atto che questo buon proposito non sia stato colto e siamo convinti che il gruppo Arvedi stia perdendo una occasione. Continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi delle vicende Ast come è sempre stato nella storia del movimento sindacale in questa comunità».

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