Le acciaierie (©Fabrizio Troccoli)

di M.R.

È trascorso più di un mese dal tavolo di aggiornamento in Regione sull’iter per la sottoscrizione dell’Accordo di programma Ast e se la fine di febbraio doveva essere la deadline per l’adempimento di tutti gli aspetti tecnici afferenti agli uffici ministeriali, né da azienda, né da Comune di Terni, né da Palazzo Donini, è arrivata notizia dell’avvenuto passaggio formale. Così di fatto quell’accordo resta nell’ombra e senza firma quando anche il mese di marzo è ormai agli sgoccioli. Eppure, da notizie che a Umbria24 arrivano direttamente da Roma, sul tavolo del ministero capofila (Ambiente) sarebbe tutto pronto. Qualcuno allora ha forse interesse a ritardare il traguardo? Sollecitato sull’argomento, l’ex braccio destro di Arvedi, Giampietro Castano, oggi consulente del ministro su Urso, taglia corsto: «Non so nulla dell’Accordo di programma Ast, mi occupo di altro». Eppure a incardinare il percorso per il cavaliere, prima di tornare nelle stanze del ministero delle Imprese e del Made in Italy era stato proprio lui.

Accordo di programma Ast Ma del resto non è titolato a riferire sull’argomento. Ad ogni modo, il 23 febbraio scorso a Perugia, a sindacati e Federmanager è stato rappresentato l’iter seguito dal gruppo industriale di Cremona per ottenere agevolazioni a fronte di ingenti investimenti, sulla base di un piano industriale che alle parti sociali è stato svelato nel suo complesso un anno fa, ma non illustrato né dettagliato. Nell’attesa che sia reso noto, tra viale Brin e i siti di Maratta e Sabbione la produzione non è ferma e anzi sono in corso modifiche e nuovi impianti sono in arrivo da terre lontane. Tuttavia proprio martedì l’azienda ha comunicato un breve stop nel periodo di Pasqua che a seconda dei reparti varia dai cinque ai sette giorni.

Tubificio di Terni Srl I sindacati metalmeccanici, che hanno recentemente chiuso un ciclo di assemblee per il Premio di risultato, torneranno a incontrare i lavoratori questa settimana per il rinnovo dei delegati al Tubificio, sito che ha subito lo scorporo dall’attuale controllante Ast e che da tempo vive di riflesso le difficoltà denunciate dall’azienda che si occupa di Taglio e spedizione dei tubi (Tct) che recentemente sarebbe tornata a minacciare una chiusura imminente dell’attività. 

Acciaio Italia Ad ogni modo, a rassicurare l’ambiente ternano c’è l’intenzione di rilancio della fabbrica prospettata da Arvedi; la sua competenza, esperienza e lungimiranza non sono secondarie per lo sviluppo del sito; e anche se non sfugge che c’è volontà di conoscere le ricadute dei progetti pensati per la città di San Valentino, il clima che si respira è ben lontano da quello ben più teso presso più difficili situazioni siderurgiche che portano il nome di Teranto e Piombino. Proprio in questo senso Nicola Fratoianni e Francesco Mari di Sinistra italiana, dai banchi della Camera dei deputati hanno recentemente sollecitato il ministro Urso, con un’interrogazione, a elaborare il tanto atteso piano nazionale di settore.

Piombino Sul caso toscano, dopo l’invito a chiarire arrivato da Montecitorio su iniziativa del Pd, è anche a Palazzo Madama che è sbarcato l’affaire: il senatore Leghista Manfredi Potenti, a proposito dell’acciaieria ex Aferpi, ex Lucchini, ex Ilva, ex Italsider, oggi JSW Steel Italy ha ricordato come «rimane ancora, per numeri, la maggiore vertenza aperta in Toscana». «Per il secondo polo siderurgico italiano (24milioni di metri quadri di aree industriali) sono migliaia i posti di lavoro a rischio – argomenta il parlamentare toscano -; da notizie di stampa è emersa l’indiscrezione su una possibile trattativa del gruppo Arvedi e un eventuale incontro tra le parti sindacali ed il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Tuttavia, ancora nulla di certo è emerso sul futuro delle acciaierie di Piombino e su quello dei lavoratori coinvolti, che continuano a venire rassicurati dai soli impegni sottoscritti in un Accordo di programma per il rilancio del polo industriale di Piombino. In una intervista del 10 febbraio 2023 su ‘Industriaitaliana.it’, relativamente al settore della siderurgia, il dottor Giampietro Castano, consigliere per le ristrutturazioni aziendali del Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, affermava – prosegue l’esponente del Carroccio – che le note situazioni di Piombino, Genova e Taranto sono diverse tra di loro e vanno trattate con strumenti adeguati: nuovi piani industriali, nuova finanza e nuovi assetti societari; si chiede di sapere quali strategie il Ministro intenda mettere in atto per difendere la filiera produttiva dell’acciaio in Italia e salvaguardare i livelli occupazionali.