Sostenibilità, efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale. Questi gli obiettivi che Acciai speciali Terni intende perseguire con gli investimenti programmati fino al 2028 destinati a rinnovare alcuni impianti e ottimizzare i processi produttivi interni senza dimenticare di migliorare la sicurezza sul lavoro. Queste le linee guida tracciate nei giorni scorsi dal direttore commerciale dell’azienda, Mattia Sala, in un’intervista al portale online di settore, Siderweb.
Acciaio inox Ue Le dichiarazioni arrivano in un momento particolare per l’azienda di proprietà Arvedi, perché, salvo ulteriori proroghe, è proprio per la fine di questo mese che si dovrebbe firmare il tanto atteso Accordo di programma al ministero delle Imprese e del Made in Italy. In quella stessa sede, a inizio maggio, i vertici di fabbrica hanno illustrato i propri piani di investimento da qui al 2028, che comprende i 325 milioni di euro già spesi e i 232 che saranno investiti a partire da quest’anno. Al tavolo romano, come noto, la questione protagonista è stata ancora una volta quella dell’approvvigionamento energetico, tuttavia è chiaro che anche a livello commerciale, l’impegno degli imprenditori italiani, e più in generale europei, necessita di essere calato in un contesto non privo di scudi. «Auspichiamo – dichiara non a caso Sala a Siderweb – un intervento della Commissione europea affinché vari misure commerciali atte a proteggere, sostenere e rilanciare la siderurgia europea, in particolare la filiera dell’acciaio inox, che forse oggi è il settore più in sofferenza. L’Europa – argomenta – oggi è un mercato aperto in un contesto di mercati protetti. Questa è la prima problematica che l’Europa dovrà affrontare. Deve ripensare la propria politica rispetto alle importazioni».
Arvedi-Ast Tra i temi affrontati da Sala, anche i risultati aziendali. Seppure non siano stati ancora pubblicati, lo stesso parla di un buon bilancio 2024 e un soddisfacente primo quadrimestre. In questi giorni in corso lo stop produttivo di una linea dell’area a caldo nel sito di viale Brin. Sala teme il ritorno di una forte incertezza per eccesso di importazioni dal far East. Per resistere e anzi emergere c’è bisogno di un mix di buone politiche industriali ma anche di oculate scelte aziendali dalle quali dipendono competitività e attrattività, quindi crescita e sviluppo. In questo senso i dati sulle commesse andate a buon fine, gli ordini contestati e le produzioni di più alto livello deviate a ribasso, potrebbero dare il senso della direzione in cui marcia la grande fabbrica.
