In 279 a Gaifana di Gualdo Tadino rischiano di restare senza lavoro. Sì, perché l’imprenditore Giovanni Porcarelli ha aperto la procedura di mobilità per tutti i dipendenti della ex Jp Industries recentemente trasformata in Indelfab Fabriano e messa in liquidazione, anche se già a febbraio era stato presentato un piano con 345 esuberi e annunciata la chiusura del sito di Gaifana.
Mobilitazione I lavoratori annunciano una mobilitazione sabato 22 agosto, alle ore 10.00 insieme ai sindacati, con «un presidio (nel pieno rispetto delle normative Covid) a Gualdo Tadino, in Piazza Martiri della Libertà, sotto la sede del Comune», per protestare contro la decisione unilaterale dell’azienda di aprire la procedura di mobilità per la totalità dei dipendenti occupati tra Umbria e Marche.
Il tavolo Intanto Fim Fiom e Uilm Marche e Umbria comunicano che nella giornata di lunedì 24 agosto alle ore 16,00 nei locali messi a disposizione dal Comune di Fabriano, si terrà un primo tavolo di confronto con l’istituzione. Saranno presenti i sindaci di Fabriano, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, l’assessore della Regione Marche Loretta Bravi, l’assessore della Regione Umbria Michele Fioroni, e il sottosegretario al Mise Alessia Morani.
Ballano 279 posti di lavoro Si tratta di operai e impiegati della storica Antonio Merloni di cui Porcarelli 12 anni fa ha acquistato il comparto bianco con lo stabilmento umbro più quelli marchigiani di Santa Maria e Maragone. Complessivamente vennero riassunti 700 dipendenti, oggi scesi fino a 584 e di cui 279 sono occupati a Gaifana.
Fioroni chiede incontro al Mise Per questo la Regione Umbria ha chiesto un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per «acquisire un quadro di informazioni aggiornato che, tenendo conto degli strumenti di politica industriale disponibili, consenta di avviare un percorso in grado di dare positiva soluzione alla vicenda. Gli sviluppi recenti hanno generato gravi preoccupazioni ed allarme tra le comunità locali, nella consapevolezza che ciò comporterebbe oltre ad inaccettabili sacrifici occupazionali, un indebolimento irreparabile dell’apparato produttivo dei territori».
Morani per il Mise: «Inaccettabile» Dal Mise intanto la sottosegretaria Alessia Morani dice di apprendere con «sconcerto dalla stampa che la JP Industries avrebbe annunciato una procedura di mobilità per 584 lavoratori occupati tra Marche ed Umbria. In accordo con la sottosegretaria Todde convocheremo al Mise il tavolo di crisi per la prima meta’ di settembre. Non abbandoneremo di certo quei lavoratori». E poi aggiunge che «lo stupore è tanto più grande per il fatto che abbiamo fatto numerosi incontri con la proprietà e le parti sociali per trovare insieme una soluzione. Siamo rimasti costantemente in contatto con la JP industries che non più tardi della prima settimana di agosto ci aveva assicurato la volontà di presentare una nuova istanza di concordato al tribunale di Ancona». Il Mise prosegue Morani, «si è dotato nel frattempo di nuovi strumenti di soluzioni delle crisi, oltre a quelli già previsti dalla legge 181/89, attraverso il fondo per le crisi d’impresa istituito con il decreto rilancio dove si prevedono interventi nel capitale sociale delle imprese con piu’ di 250 dipendenti e contributi a fondo perduto finalizzati alla tutela dei livelli occupazionali. Questi strumenti – spiega – possono essere messi a disposizione anche per affrontare la crisi della JP industries che si trascina ormai da quasi dodici anni. Aspettavamo un piano industriale che non è mai arrivato e per questo riteniamo inaccettabile che siano i lavoratori a dovere pagare per questa inerzia. Ho contattato personalmente – conclude Morani – i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil e mi sono resa immediatamente disponibile ad incontrare le Rsu di Marche e Umbria già a partire da lunedì».
Assemblea Lunedì 24 agosto, alle 10, assemblea dei lavoratori a Santa Maria. «Fim Fiom e Uilm hanno ricevuto comunicazione dalla direzione azienda della Indelfab, ex JP Industries, dell’invio della procedura di mobilità per la totalità dei dipendenti occupati tra Umbria e Marche. La direzione aziendale decide di procedere in maniera unilaterale con il licenziamento collettivo» spiega una nota dei sindacati.
Sindacati «Inoltre ad oggi, non risulta nessun piano di concordato presentato al tribunale di Ancona e pertanto è il liquidatore, Giovanni Porcarelli che decide in maniera unilaterale della sorte delle quasi 600 famiglie, senza dare spiegazioni su come si intenderà sanare la situazione debitoria accumulata in questi anni, di cui una parte importante proprio nei confronti dei dipendenti stessi». Fim Fiom e Uilm Ancona ribadiscono «la totale contrarietà ad ogni tipo di licenziamento, alla luce del fatto che ancora si possono utilizzare ulteriori strumenti di ammortizzatori sociali, e chiederanno immediatamente un tavolo di confronto presso la Regione Marche e al ministero dello Sviluppo economico».
Verini A intervenire anche il deputato umbro del Pd Walter Verini secondo cui «l’annuncio dell’imprenditore Porcarelli di attivare procedure di mobilità per seicento lavoratori della ex-Merloni è grave e inaccettabile. Sarebbe un ulteriore colpo durissimo a un territori già fortemente colpito in questi anni dalla crisi di quel gruppo, di altri settori industriali. Una crisi che ha riguardato centinaia e centinaia di famiglie. Come PD siamo vicini ai lavoratori e ai sindacati e ci siamo già attivati perché da subito il Governo possa intervenire per cercare di scongiurare questo scenario, trovando piena disponibilità nella Sottosegretaria Alessia Morani. É necessario che anche altre istituzioni, come le Regioni, facciano tutto quello che è possibile per evitare questa drammatica prospettiva, tutelare lavoratori e famiglie, garantire il più possibile produzione e lavoro»,
