Un libro che parla di un altro libro, seppure incompiuto. Uno degli argomenti chiave dell’ultimo lavoro di Emanuele Trevi, «Qualcosa di scritto» è  «Petrolio» il romanzo che Pierpaolo Pasolini non è riuscito a completare. Giovedì 8  a Palazzo Cesaroni, nell’ambito di Umbrialibri 2012 infatti lo scrittore Trevi, finalista al Premio Strega 2012  e Walter Veltroni discuteranno, alle 18,30 del compianto poeta, scrittore e regista con una particolare attenzione a Petrolio.

«Qualcosa di scritto». Essere artisti ha a che fare con la capacità di essere autentici, di non nascondersi dietro corazze o maschere, usando questa autenticità come lente per indagare ciò che sta a attorno, e riversarlo poi nella propria opera. È questa una delle chiavi per comprendere l’opera multiforme di Pier Paolo Pasolini, chiave che Trevi ha appreso in prima persona lavorando negli anni Novanta al fondo Pasolini, a stretto contatto con Laura Betti, che di quella istituzione e della memoria del grande poeta e regista è stata custode e, in un certo senso, sacerdotessa. E questa lezione è uno dei pilastri su cui si regge «Qualcosa di scritto» (Ponte alle Grazie), in cui Trevi si sofferma in particolare sull’ultima opera di Pasolini, il romanzo incompiuto e pubblicato postumo, più simile nella sua realizzazione a un viaggio iniziatico che a un’opera letteraria. Un’occasione per riaccendere l’attenzione inoltre su un delitto italiano ancora irrisolto.

Walter Veltroni, da poco tornato in libreria col romanzo «L’Isola e le rose» (Rizzoli): l’ex segretario del Partito democratico nel 2010 presentò in un’interrogazione parlamentare proprio su «Petrolio» di Pasolini, dopo le dichiarazioni di Dell’Utri sul possesso di un capitolo inedito del romanzo.