Ryan Truesdell e il direttore artistico del Festival Carlo Pagnotta (foto Manti)

di Paolo Occhiuto

Anche per il jazz, musica ormai più che centenaria, è tempo di anniversari. Uno degli eventi più importanti di Umbria Jazz 2012, che comincia venerdì, è il ciclo di sei concerti al teatro Morlacchi dedicati alla carriera di Gil Evans, di cui quest’anno ricorrono i 100 anni dalla nascita. Umbria Jazz rende omaggio a questo geniale scrittore di jazz, il più grande nella ricerca sul «suono», ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vicenda artistica. Il progetto è stato affidato a Ryan Truesdell, che oltre ad essere considerato il più accreditato studioso di Evans, è uno degli arrangiatori e orchestratori di successo sulla scena newyorkese.

Un disco di inediti Truesdell ha appena realizzato un disco con inediti di Gil ricavati da partiture da lui stesso ritrovate anche grazie alla collaborazione della famiglia Evans. Il progetto perugino è ancora più esteso ed ambizioso. Per l’occasione Truesdell ha voluto come solisti della Estman Jazz Orchestra alcuni dei migliori musicisti italiani: Paolo Fresu, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista. Per la prima volta in assoluto saranno integralmente eseguiti dal vivo, in due dei sei concerti, i quattro dischi frutto della collaborazione tra Evans e Miles Davis, con Bosso e Fresu solisti. Sarà Fresu la tromba di Sketches of Spain, disco epocale nella storia del jazz, e di Porgy and Bess, mentre Bosso sarà il solista di Quiet Nights e Miles Ahead.

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Qui c’era la sua anima Venerdì mattina il musicista americano ha parlato del progetto, che per Umbria Jazz significa molto perché quest’anno ricorre un altro anniversario, i 25 anni da quel famoso ciclo di concerti che l’orchestra di Evans tenne nella chiesa sconsacrata di San Francesco al prato, dopo il concerto con Sting allo stadio Curi. «Sono orgoglioso di presentare a Perugia questo lavoro – ha detto Truesdell – perché l’Umbria era un posto speciale per Gil, e a Umbria Jazz c’è la sua anima». Ha raccontato di avere ricostruito organico e scrittura con la pazienza certosina del filologo, tanto da aver voluto, per un solo concerto, una arpista, come previsto da Evans.

Il progetto E’ un metodo che di solito si applica alle partiture di musica classica antica. Purtroppo, è stata ritrovata solo una pagina di appunti, inutilizzabili, del famoso progetto di riscrivere, ancora con Davis come solista, la Tosca. Gil Evans era solito buttare via le cose che scriveva se non lo convincevano, e molte pagine, ha detto Truesdell, sono state salvate dalla moglie Anita che le recuperava dal cestino.

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