di Daniele Bovi
Back to Bass, ovvero un ritorno a quel basso che l’ha reso uno dei musicisti più longevi, prolifici e apprezzati degli ultimi 25 anni. Sting sarà a Perugia per chiudere, domenica 15 luglio, l’edizione 2012 di Umbria Jazz all’Arena Santa Giuliana. Un concerto sold out da settimane: già nei primi giorni di giugno era impossibile trovare un biglietto. Tre le date in Italia del «Pungiglione» inglese: oltre a quella perugina gli unici altri due appuntamenti saranno il 10 luglio a Padova e il 13 a Taormina. Quello di Sting è un tour, partito nell’autunno scorso in Nord America, che rappresenta proprio la celebrazione dei venticinque anni di attività del bassista leader dei Police. Lunghi anni sui palchi di tutto il mondo festeggiati anche da un doppio cd che è un mix tra i (capo)lavori di Sting sia come solista che come frontman dei Police.
Il mix Un mix che Sting e la sua band proporranno, almeno a giudicare dalla scaletta che pubblichiamo e che rappresenta quella replicata più spesso durante il corso del lungo tour, anche ad Umbria Jazz. E allora si va dalle hit dei Police come Every little thing she does is magic, Demolition Man, Drive to Tears, Every Breath You Take e Message in A Bottle fino a pezzi della produzione da solista come Seven Days, I Hung My Head, Desert Rose e Fields of Gold. Vista la line-up del bassista inglese c’è una certa curiosità, in parte soddisfatta dagli scampoli delle altre date pubblicate su Youtube, intorno all’arrangiamento dei pezzi.
La band Alla batteria, cioè al posto occupato per lunghi anni da Stewart Copeland, c’è un mostro sacro come Vinnie Colaiuta, visto a Umbria Jazz per l’ultima volta nel 2008 insieme a Herbie Hancock in tour con il suo River, the Joni Letters. Hancock a parte, la tecnica e la potenza di Colaiuta hanno accompagnato un numero sterminato di musicisti di ogni genere: da Frank Zappa a Chick Corea, dai Megadeth a Barbra Streisand, da John McLaughlin a Bill Evans fino a Chaka Khan. Accanto a Sting c’è poi il suo chitarrista storico, ovvero Dominic Miller, David Sancious alle tastiere, Peter Tickell al violino elettrico e la jazz singer australiana Jo Lawry. Due elementi, gli ultimi due, in grado di dare un colore e un sapore diverso ai venticinque anni di musica di Sting.
LA POSSIBILE SCALETTA
All this time
Every little thing she does is magic
Seven Days
Demolition Man
I hung my head
I’m so happy I can’t stop crying
Stolen car (Take me dancing)
Driven to tears
Fortress around your heart
Fields of gold
Sacred Love
Ghost Story
Heavy cloud No rain
Inside
Love is stinger than justice
The hounds of winter
The end of the game
Never coming home
Desert rose
Every breath you take
Next to you
Message in a Bottle

