Corea e Hancock sul palco dell'Arena nel 2013 (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo l’esperimento (riuscito) di due anni fa, quando i due regalarono al pubblico del quarantennale di Umbria Jazz un evento unico, senza repliche, martedì sera a Umbria Jazz tornano Herbie Hancock e Chick Corea stavolta impegnati in un lungo e applaudito tour (quella di Perugia è l’unica data italiana) che proprio da lì, da quel concerto del 2013, ha cominciato a prendere la forma. I due saranno uno di fronte all’altro sul palco dell’Arena: Hancock con un Fazioli e tastiere elettriche; Corea invece con uno Yamaha. Le radici di questo concerto affondano in una lunga e intensa frequentazione tra due di quelli che verranno chiamati i «Miles Davis alumni»: Hancock infatti a lungo ha fatto parte del quintetto che ha scritto un pezzo importante della storia del jazz, mentre Corea insieme al trombettista ha lavorato a dischi fondamentali come In a Silent Way e Bitches Brew.

IL CONCERTO DEL 2013

I precedenti Chi non ha mai assistito a questo duetto può farsi un’idea ascoltando due lavori come An evening with Herbie Hancock and Chick Corea, disco registrato insieme nel 1978, e Corea-Hancock. Negli anni dove il jazz-rock e la fusion spopolavano (sulla cresta del’onda c’erano i Weather Report con l’appena arrivato Jaco Pastorius che sfornavano Birdland e Heavy Weather), Corea e Hancock, grandi frequentatori delle tastiere elettriche, fecero un’operazione controcorrente portando sui palchi due pianoforti acustici. I due musicisti così portarono nel loro tour pezzi che spaziavano da classici standard come Someday My Prince Will Come a Liza di Gershwin fino a brani degli stessi pianisti come Mayden Voyage (dall’album omonimo del 1965 dove Hancock era accompagnato da una band stellare) e La Fiesta di Corea, 22 minuti di energia e variazioni sul tema. Dal vivo, prima di questo tour, uno spettacolo andato in scena solo altre tre volte: una nel 1979 in Olanda, l’altra nel 1987 in Giappone e una nel 2011 al Blue Note di New York.

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Scaletta Quale sarà la musica che i due presenteranno a un’Arena che si annuncia piena in ogni ordine di posto per quello che è uno dei concerti più attesi di questa edizione numero 42 del festival? Giorni fa, al Barbican di Londra, Corea e Hancock hanno suonato per 90 minuti (più i bis) dando libero sfogo al gioco dell’improvvisazione, inframezzata da alcuni dei temi più noti sfornati lungo decenni di carriere coperte di glorie e onori. E così alle orecchie degli spettatori londinesi sono arrivati pezzi come Mayden Voyage e Spain, di Corea, oltre al celeberrimo Concierto de Aranjuez di Rodrigo. Due anni fa invece, a Perugia, in scaletta apparve anche La Fiesta. L’attesa quindi è molta per un concerto da non perdere.

Twitter @DanieleBovi

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