©Fabrizio Troccoli

di Danilo Nardoni

Con quasi 6.100 spettatori complessivi nel fine settimana, l’Arena Santa Giuliana si conferma cuore pulsante di Umbria Jazz, che prosegue fino a domenica prossima. Dopo le oltre 2.600 presenze di sabato sera per Stefano Bollani e i Patagarri, il doppio concerto di domenica con Dianne Reeves e Herbie Hancock ha richiamato quasi 3.500 persone, in un’atmosfera carica di eleganza, intensità e partecipazione.

Fuoriclasse Domenica sera il festival ha messo in scena due fuoriclasse assoluti della scena internazionale. Ha aperto la serata la vocalist americana Dianne Reeves, che ha conquistato il pubblico con la sua misura e presenza scenica essenziale, priva di effetti superflui. In scaletta, diversi brani dal suo ultimo album Everything Must Change, uscito lo scorso maggio, tra cui una versione toccante e controllata di Minuano di Pat Metheny, eseguita in un silenzio attento e partecipe.

FOTOGALLERY: HANCOCK E REEVED ALL’ARENA

Hancock Alle 22.30 è salito sul palco Herbie Hancock, accolto da lunghi applausi. Prima di iniziare ha voluto parlare a lungo con il pubblico, in un tono confidenziale e affettuoso. Ha ricordato il legame con Perugia, la sua lunga storia con il festival («ormai – ha detto ricordando le tante apparizioni – siete come una famiglia») e, con una nota di ironia, ha citato anche la vittoria di Jannik Sinner a Wimbledon. Reduce da un anno di grandi riconoscimenti, Hancock ha ricevuto il Polar Music Prize 2025, uno dei più prestigiosi premi internazionali, consegnato dal re di Svezia a Stoccolma. Il video della cerimonia, disponibile online, restituisce il tono sincero e riflessivo con cui l’artista racconta la musica come ascolto, dialogo e pratica collettiva.

VIDEO – HANCOCK A UJ: «COME UNA FAMIGLIA»

Il ricordo Con una band composta da giovani musicisti – «potrebbero essere miei nipoti», ha scherzato – Hancock ha attraversato repertori del passato e del presente, alternando momenti di grande energia ad altri di profonda concentrazione. Il ricordo di Wayne Shorter, «presenza fissa nel mio cuore», è arrivato non con le parole, ma attraverso il suono di Footprints, arrangiato dal trombettista Terence Blanchard.

VIDEO – IL CONCERTO DI DIANNE REEVES

VIDEO – IL CONCERTO DI BOLLANI

Bollani Grande risposta del pubblico, coinvolto e partecipe nonostante l’umidità, che non ha intaccato il fascino dell’Arena. Già sabato sera, Umbria Jazz aveva registrato oltre 2.600 spettatori per una serata aperta da Stefano Bollani, ormai punto di riferimento del pianismo internazionale. Sul palco con lui una superband: Jeff Ballard alla batteria, Larry Grenadier al contrabbasso, Vincent Peirani alla fisarmonica e Mauro Refosco alle percussioni. Il progetto, nuovo e senza precedenti, ha visto Bollani guidare una formazione unica con un repertorio originale scritto appositamente per il gruppo. Al loro terzo concerto insieme, il livello di affiatamento ha impressionato. I brani, tutti firmati da Bollani – «compositore contemporaneo», ha scherzato lui stesso – sono stati dedicati a ciascun componente, come l’ironica Umbria Jeff per Ballard, ormai «italiano d’adozione».

FOTOGALLERY: BOLLANI E I PATAGARRI

Patagarri In chiusura, l’energia dei Patagarri, giovani e sorprendenti, che da metà concerto hanno fatto ballare tutta l’Arena. Emozionati ma subito a loro agio su un palco di tale importanza, hanno confermato il ruolo del festival anche come spazio di scoperta per le nuove leve. Un weekend denso di emozioni e musica di altissimo livello, che segna uno dei momenti più alti di questa edizione di Umbria Jazz.

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