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martedì 15 giugno - Aggiornato alle 08:53

Umbria Jazz, la storia dei siciliani Ernesto e Alessandro: «Vacanze qui e comprati quasi tutti i biglietti»

Al centro, in alto, i due al concerto di Hancock e Corea (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Se Umbria Jazz istituisse una sorta di premio fedeltà da assegnare al proprio pubblico, tra i candidati alla vittoria della prima edizione ci sarebbero sicuramente Alessandro Bonacasa ed Ernesto Casiglia. Due delle tantissime persone che in questi giorni stanno affollando la città ma la cui storia merita di essere raccontata. I due, palermitani, hanno infatti deciso di passare le vacanze a Perugia, per vivere la città durante i dieci giorni di Umbria Jazz e all’Arena sono spettatori fissi. Alessandro ed Ernesto hanno comprato i biglietti per tutte le serate, a parte quella in cui si sono esibiti Lady Gaga e Tony Bennett, per la quale bisognava sborsare da un minimo di 55 euro per la gradinata a un massimo di 165 euro per il primo settore della platea.

Appassionati «Il dubbio – racconta a Umbria24 Ernesto – non era musicale quanto sul prezzo; alla fine forse avrebbe meritato fare questo investimento». La serata però non è trascorsa senza note, dato che a mezzanotte i due amici hanno assistito al concerto dei GoGo Penguin (una delle formazioni più attese a UJ) al Morlacchi. «Entrambi – dice Alessandro – siamo appassionati di musica a tutto tondo, abbiamo visto in che giorni cadeva il festival e dato che in questo periodo siamo un po’ più liberi abbiamo deciso di venire a Perugia. Un desiderio comune e del quale parlavamo da diversi anni». Alessandro, 41 anni, con un passato da critico cinematografico, lavora da diversi anni in un call center di Alitalia dove si occupa di reclami mentre Ernesto, anche lui 41enne, è un palermitano che ora vive da 5 anni a Castelvetrano, in Sicilia, dove lavora nel mondo dell’olivicoltura.

IL CONCERTO DI GAGA E BENNETT

La prima volta Per entrambi è la prima volta al festival: «Siamo stati colpiti – racconta Alessandro – dai nomi del cartellone. Un programma davvero incredibile. Ernesto non era mai venuto a Perugia, io invece ci sono stato un periodo nel quale però non c’era Umbria Jazz». E il loro non è certo turismo ‘mordi e fuggi’: «La nostra – dicono – è una vacanza a sfondo culturale e musicale, tanto che abbiamo girato tutti i musei della città. Perugia è una città splendida e venendo in treno abbiamo letto molto, scoprendo anche chi era Sergio Piazzoli (il promoter perugino morto nel 2014 al quale è stato dedicato il concerto di apertura di Paolo Conte, ndr), capendo come una città a prescindere dalle dimensioni riesce a diventare un polo culturale quando ci sono mecenati. Tutto ciò ci ha colpito».

Biglietti I biglietti li hanno comprati per tanti artisti che conoscono ma anche per quelli che non hanno mai ascoltato: «Ci sono piaciuti in particolar modo – spiegano – gli Snarky Puppy, loro sono stati per ora la più grande sorpresa. Anche Paolo Conte ci ha divertito molto». Il tutto nell’atmosfera unica che si può respirare in città per dieci giorni di concerti tra le vie e le piazze del centro; un contesto che fa di Umbria Jazz un qualcosa di unico al mondo. «Qui – dicono Ernesto e Alessandro – la musica la troviamo ovunque, dalle marching band ai gruppi che nelle piazze fanno cover di pezzi rock e blues. Un qualcosa di splendido».

Twitter @DanieleBovi

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