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sabato 16 ottobre - Aggiornato alle 18:17

Umbria Jazz, i volti del jazz immortalati nelle fotografie di Martina Giombini

Si terrà dal 15 luglio al 9 agosto nei locali di Umbrò, in via S.Ercolano, la mostra di ritratti dedicati al jazz della fotografa Martina Giombini. La mostra organizzata da Arci, Umbrò ed in collaborazione con la Biblioteca delle Nuvole di Perugia è un viaggio attraverso i volti di alcuni tra i più importanti protagonisti della musica jazz, alcuni dei quali ospiti anche dell’edizione di UmbriaJazz di quest’anno. Inaugurazione mercoledì 15 luglio ore 18,30.

Chi è Martina Giombini nasce a Perugia nel 1980. Sin da piccola ama portare con se una Reflex Pentax che le regala il padre. Sebbene da subito senta una attrazione magnetica per la fotografia, compie prima gli studi classici nella provincia di nascita e poi si trasferisce a Milano per frequentare la Facoltà di Architettura al Politecnico. Durante gli anni universitari incontra il Prof. Flavio Caroli. Si innamora delle sue lezioni e comprende a fondo la corrispondenza tra i moti dell’animo umano e le apparenze estetiche grazie allo studio e all’analisi delle opere di grandi pittori Italiani come Leonardo, Caravaggio, Tiziano, Parmigianino. Thomas Brown scrive. “Nelle caratteristiche del volto è scolpita la nostra anima”. Col trascorrere del tempo si pone come obiettivo quello di trasferire alle sue fotografie la corrispondenza tra i moti dell’animo e le caratteristiche epifaniche appresa in precedenza dalla pittura. Si laurea in architettura nel 2005. Dopo qualche tempo si trasferisce a New York per frequentare un corso di fotografia per l’architettura all’ ICP (International Center of Photography) e un corso di Urban filmaking alla Colombia University. Girovagando con la sua fotocamera fotografa edifici, paesaggi e persone che incontra per strada. Comprende che le singole fotografie diventano reportage e una dopo l’altra danno forma ad un linguaggio comunicativo che non ha confini geografici o linguistici.

Fotografia È convinta che la fotografia sia impegno sociale, documentazione, narrativa, viaggio. Quando ritorna in Italia, grazie ad una amica conosciuta in Usa., frequenta per un periodo prolungato, alcuni fotografi che la introducono alla fotografia Jazz. Da questo tipo di esperienza apprende che le immagini focalizzate sulla transitorietà del momento, permettono alle azioni artistiche di diventare durature. Sebbene abbia sviluppato un crescente interesse per la ritrattistica e per la fotografia d’architettura, grazie alla sua naturale curiosità non pone limiti di espansione ai suoi confini investigativi. Ha di recente fotografato alberi da una insolita ed estrema prospettiva ottenendo come risultato la decomposizione della struttura originaria e la trasformazione della stessa in una composizione astratta. Vive e lavora tra Milano, Lugano e Perugia.

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