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domenica 16 maggio - Aggiornato alle 13:49

Umbria Jazz, guarda come suona Buster Keaton: Ottolini e i Sousaphonix musicano «Seven chances»

Al centro Mauro Ottolini (foto U24)

di Daniele Bovi

Nel periodo in cui il cinema muto viveva uno dei suoi momenti d’oro, intorno agli anni ‘20 del Novecento, il jazz cominciava a espandersi ben oltre i confini di New Orleans. Due forme d’arte destinate a incontrarsi come accade in «Buster Kluster», album del trombonista Mauro Ottolini e dei suoi Sousaphonix, uscito un mese fa e presentato martedì pomeriggio alla Feltrinelli di Perugia nell’ambito di Umbria Jazz. Il disco, registrato al Torino Jazz Festival, consiste in una serie di brani che rappresentano la colonna sonora di «Seven chances», film del 1925 con Buster Keaton, del quale nel 2016 ricorrono peraltro i 50 anni della morte. Un disco che è un’esplorazione delle tante possibilità offerte dal ragtime: «Diamo spazio a brani – ha detto Ottolini – che sono vere e proprie perle rare. In quel materiale degli anni ‘20 e ‘30 c’era della creatività che non si troverà più negli anni ‘50 e ‘60».

Il disco Il film (proiettato martedì notte al Pavone con la musica dal vivo di Ottolini e dei Sousaphonix) ha ritmi veloci e alterna situazioni comiche ad altre drammatiche, rappresentando così una bella sfida per quanto riguarda la musica. Ottolini e soci hanno fatto un lungo lavoro di ricerca attingendo anche dagli archivi della Colorado Libraries e dai Robert Darch e accanto a classici degli anni ’20 e ’30 ci sono brani meno noti e altri, «dove non abbiamo trovato materiale adatto», scritti dal trombonista. «L’idea – racconta – è venuta a Stefano Zenni, direttore del festival di Torino, ed è un lavoro al quale tengo moltissimo». Una colonna sonora «composta di piccoli brani che si ripetono – spiega il trombonista – a distanze precise e che danno ulteriore movimento al film».

Keaton direttore Il tutto ruota intorno al ragtime, «seme dal quale sono nate molte cose», con pezzi «a volte inerenti a quello che sta succedendo nel film. Nello sceglierli ho pensato a come valorizzare le scene, cercando di enfatizzare lo stato emotivo». Altra bella sfida con la quale misurarsi, quella di adattare i tempi del film a quelli della musica: «L’abbiamo costruita – spiega Ottolini – su ciò che vedevamo. Insomma, Buster Keaton diventa anche una sorta di direttore e conduttore». Una prova, quella di misurarsi con colonne sonore, che Ottolini e soci hanno già affrontato musicando documentari e cartoni animati.

Twitter @DanieleBovi

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