Quella che si chiuderà domenica sera con Elvis Costello sarà un’edizione di Umbria Jazz da record. Come spiegato in mattinata nel corso della conferenza stampa di fine festival, i biglietti venduti sono stati oltre 46mila per un incasso superiore ai tre milioni di euro; numeri che battono il precedente record del 2024, quando furono venduti 42.035 biglietti per un incasso di 2,38 milioni di euro.
Il record Numeri spinti verso l’alto non solo dai due concerti di Sting e Zucchero, che da soli sono valsi più di 20mila spettatori: tutti sold out sono andati infatti gli appuntamenti al Teatro Morlacchi e alla Sala Podiani, con un +38 per cento al botteghino. «Partecipazione altissima» anche per i quasi 160 eventi gratuiti, comprese le circa 10mila persone che hanno assistito all’anteprima di UJ con Serena Brancale in piazza IV Novembre.

La forza del cartellone «Ma dietro i numeri – è stato spiegato domenica – c’è la forza di una proposta artistica. L’edizione appena conclusa ha confermato l’equilibrio che da sempre rappresenta la cifra distintiva del festival: il grande jazz internazionale, le sue genealogie laterali, le musiche nere americane, il pop colto, il soul, il gospel, le contaminazioni». Nel corso della conferenza conclusiva, il presidente della Fondazione Umbria Jazz Stefano Mazzoni ha parlato di «un successo straordinario», spiegando che i risultati erano in parte attesi alla luce di un cartellone definito «veramente straordinario». Mazzoni ha sottolineato la qualità della proposta artistica, «non solo nella contaminazione dell’Arena ma anche nei concerti jazz della Sala Podiani e del Morlacchi», mettendo in evidenza anche il forte seguito registrato dagli appuntamenti gratuiti.
I numeri L’edizione 2026 ha portato a Perugia circa 500 musicisti e 80 band, per una media di 28 eventi al giorno nell’arco di dieci giorni. Oltre ai grandi nomi internazionali, da Sting a Zucchero, passando per Gilberto Gil, Elvis Costello, Snarky Puppy e Laurie Anderson il festival – è stato sottolineato domenica – ha confermato la propria vocazione a coniugare jazz, soul, gospel e altre contaminazioni musicali. Ampia partecipazione anche alle iniziative collaterali, tra cui le Berklee Clinics e Umbria Jazz Kids, che ha coinvolto oltre 700 bambini.
Proietti La presidente della Regione Stefania Proietti ha parlato di «numeri da record e un clima di grande armonia e serenità», parlando di una collaborazione tra istituzioni e manifestazione che ha reso la regione «tappa obbligata di un genere che culturalmente ha un valore enorme». Secondo Proietti, i concerti sold out e la presenza di un pubblico trasversale per età hanno restituito l’immagine di «una Perugia mai vista».
Ferdinandi Anche la sindaca Vittoria Ferdinandi ha rimarcato come il festival sia riuscito «ad andare davvero oltre ogni aspettativa», sostenendo che i dati sulle presenze non siano sufficienti a descrivere l’impatto della manifestazione sulla città. «Ogni anno Umbria Jazz riesce a compiere quello che sembra un piccolo miracolo: rinnovarsi senza perdere la propria identità», ha affermato, ricordando il ruolo del festival come luogo di incontro e di partecipazione.
Winter Tra gli altri numeri da sottolineare, anche le circa 160mila validazioni registrate dal Minimetrò e il coinvolgimento di centinaia di lavoratori tra occupazione diretta e indotto. Il festival dà ora appuntamento a tutti gli appassionati e non solo a Umbria Jazz Winter, in programma a Orvieto dal 30 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027, con ospiti già annunciati come Brad Mehldau, il John Pizzarelli Trio ed Eric Alexander e Vincent Herring Super Quintet.
