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mercoledì 20 ottobre - Aggiornato alle 02:49

«Umbria Jazz, Arena Santa Giuliana dedicata a eventi medio-grandi e Turreno trasformato in una casa del jazz»

Prosegue con l’intervento di Wladimiro Boccali il forum di Umbria24 sul futuro della manifestazione

Spettatori all'Arena (foto ©Fabrizio Troccoli)

Prosegue con l’intervento di Wladimiro Boccali, ex sindaco di Perugia, il forum di Umbria24 dedicato al futuro di Umbria Jazz. Il dibattito pubblico, aperto nei giorni scorsi, andrà avanti nelle prossime ore.

di Wladimiro Boccali

Bene ha fatto Umbria24 ad aprire un dibattito su Umbria Jazz. Suggerisco un approccio che eviti una narrazione negativa, frutto di una edizione con numeri minori rispetto ad altri anni, e tantomeno una esaltazione a prescindere. Tutte e due le strade ci porterebbero lontano rispetto all’obiettivo, spero da tutti condiviso, di continuare a migliorare il più importante evento culturale della nostra città e dell’Umbria.
Ritengo altrettanto sterile una contrapposizione con altri eventi più o meno afferenti alla sfera culturale e/o promozionale che si svolgono a Perugia e in Umbria; altre saranno le sedi per valutare la qualità, nonché l’impegno economico. Concentriamoci su Umbria Jazz.

Innovazione È necessario innovare e nella lunga storia della manifestazione è stato già fatto altre volte: penso, da ultimo, al passaggio dal Frontone al Santa Giuliana, e non credo che possiamo pensare adesso al percorso inverso. Casomai forziamo di più sulla contaminazione tra generi, arti, e culture. Si dia all’Arena un’identità più marcata da eventi medio grandi, da produzioni esclusive, da collaborazioni internazionali con altri festival; agli altri luoghi il compito di ospitare il meglio del jazz nazionale, internazionale e le nuove scoperte. Inoltre non si può toccare il carattere colto e popolare dell’evento, perciò le piazze devono rimanere il luogo della “musica libera”, mentre bisogna evitare di stilare l’elenco di tutti i problemi (le risorse, gli spazi, i promoter che guardano altrove rispetto a Perugia, quest’anno la sicurezza e magari qualche altro che non so), attribuendo a questi l’impossibilità di cambiare; è il vecchio vizio di cercare le responsabilità altrove…

Risorse e spazi Partiamo dalle risorse che ci sono, cominciando da quelle – non poche – garantite dagli enti locali alle quali – speriamo grazie a una buona legge, già approvata alla Camera – si aggiungeranno quelle del Ministero; partiamo poi dagli spazi che ci sono, magari con un Turreno trasformato in vera Casa del Jazz. Continuiamo il percorso di internazionalizzazione di Umbria Jazz, anche come volano di promozione dell’Umbria ed evitiamo di far ‘atterrare’ la manifestazione in varie città senza un credibile progetto culturale; tutto ciò non aiuta la città ospitante e si svilisce il festival. La straordinaria struttura che organizza Umbria Jazz ha bisogno di essere rafforzata proprio per raggiungere questi obiettivi. Una parte fondamentale del lavoro dovrà essere dedicato alla comunicazione e promozione del festival e dei suoi eventi mentre agli importanti e indispensabili fondi pubblici devono aggiungersi risorse private: sponsor e biglietti. Entrambi possono arrivare se c’è qualità della offerta culturale e capacità di comunicarla. Abbiamo tutte le capacità per farlo, e se non bastassero guardiamo oltre e facciamoci aiutare.

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