Dopo tre anni di chiusura a causa di un imponente intervento di restauro e consolidamento, domenica pomeriggio ha riaperto le porte ad Umbertide la chiesa Collegiata, tempio dedicato alla patrona, la Madonna della Reggia, tra i monumenti simbolo della città.

Presenze La cerimonia ha preso il via da piazza San Francesco dalla quale si è mosso il corteo delle autorità civili, militari e religiose, aperto da un gruppo di motociclisti e vespisti che hanno così voluto rendere omaggio alla Collegiata (dal 2012 santuario dei motociclisti), seguito da rappresentanti delle Dame di San Vincenzo e dell’Ordine dei Cavalieri di Malta e dalla banda cittadina diretta dal maestro Galliano Cerrini. Il corteo ha poi raggiunto la Chiesa dove è stata celebrata la santa messa, officiata dal cardinale Ennio Antonelli e accompagnata dalla Corale Ebe Igi. Quindi gli interventi di don Pietro Vispi, parroco della Chiesa Collegiata, e del sindaco Marco Locchi che ha rimarcato l’importanza di questo giorno che ha visto restituire alla città non solo uno dei suoi maggiori luoghi di culto, ma anche un simbolo civico della comunità umbertidese e un prestigioso monumento meta di turisti.

Restauri Con i lavori di restauro diretti dall’architetto Francesco Raschi, durati circa tre anni e finanziati in parte dalla Conferenza episcopale italiana e in parte da privati, si è provveduto al consolidamento dei tessuti murari e lapidei, fortemente danneggiati dal tempo, al rifacimento della copertura e dei finestroni e alla messa a norma e rifacimento dell’impiantistica, compresa la realizzazione del monumentale sistema di illuminazione esterna. Ma i lavori hanno anche permesso di restaurare le preziose opere d’arte conservate al suo interno, con il consolidamento e la ripulitura delle tele, la chiusura delle mancanze e il ripristino pittorico; grazie soprattutto al contributo di privati che hanno risposto all’appello lanciato dallo stesso don Pietro di “adottare” una tela, le mani esperte della restauratrice Giorgia Feligioni hanno riportato all’antico splendore ‘La Trasfigurazione di Cristo e Santi’ del Pomarancio (1578), ‘San Gaetano e Cristo Stauroforo’ di Giovanni Alabornà (1749), la ‘Beata Vergine di Loreto con S. Andrea Avellino e S. Ubaldo’ sempre di Alabornà (1749) e la ‘Beata Vergine Maria tra i Santi Patroni di Umbertide’ di un autore sconosciuto risalente ai primi del Cinquecento.

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