di Marco Torricelli
Tredici quintali di bronzo. Tredici quintali di bellezza. Da venerdì – i lavori di istallazione sono in corso dalla mattina – e almeno fino a gennaio del 2015, una ‘meteorite’ dello scultore Bizhan Bassiri potrà essere ammirata in piazza Solferino.
La scultura L’opera, che fa parte di una collezione che rende emblematica la concezione plastica del ‘pensiero magmatico’ professato dall’artista, culminato con il ‘manifesto teorico’ dedicato al tema e che ha dato origine anche ad un spettacolo teatrale. La decisione di posizionare la scultura a Terni si deve alla soprintentendenza per i beni artistici dell’Umbria e al responsabile Fabio De Chirico in particolare, oltre che al Comune, che ha immediatamente accolto la proposta. Discreta, ma decisiva, è stata la collaborazione della fondazione Carit.
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Gli obiettivi La permanenza della scultura è prevista fino a gennaio del 2015 e sono già allo studio una serie di eventi collegati, con la collaborazione dello stesso creatore, alla sua presenza: la messa in scena del progetto teatrale collegato alle teorie artistico-filosofiche di Bassiri è uno di questi. Il sogno, invece, è molto più ambizioso.
Il ‘pensiero magmatico’ Nato a Teheran nel 1954, ma in Italia dal 1975, la ricerca artistica e personale di Bassiri lo ha portato a formulare il ‘pensiero magmatico’, nato dall’incontro con la forza creatrice di un vulcano, il Vesuvio. Con il fascino di una materia piena di energia, il magma appunto, che muta la sua struttura, passando dallo stato liquido, allo stato gassoso, fino ad arrivare a quello solido, come se una volta uscito dalla bocca del vulcano fosse in una continua tensione verso una forma altra.
