di M. R.
«Abbiamo fatto un ottimo lavoro nonostante tutto, ma è stato davvero difficile e in contrasto con lo spirito tipico del Mandela: è impensabile che ragazzi impegnati nella realizzazione di un unico grande lavoro non riescano ad incontrarsi, potrebbe essere l’ultima esperienza».
Progetto Mandela 2015/16 A parlare è la direttrice artistica Irene Loesch che non nasconde una discreta amarezza. Dopo la clamorosa chiusura da parte del Liceo scientifico Galilei alle attività dell’associazione Progetto, per il secondo anno consecutivo, prove costumi, drammaturgia, recitazione e scenografia, si sono svolte in numerose sedi differenti, tra cui gli spazi della chiesa Valdese e il Caos.
Associazione Progetto in cerca di una sede Da parte del Comune, già all’inizio del 2015, era stata manifestata la volontà di trovare una soluzione ma di fatto le cose sono rimaste così precarie per tutta la stagione, a nulla sono valse le pressioni dei dem Piccinini e Masiello, le prese di posizione della Rete degli studenti medi e neppure il summit tra presidi con l’Ufficio scolastico provinciale ha portato a una svolta. Lo spettacolo del Progetto Mandela di quest’anno sarà messo in scena il prossimo 26 aprile alle 21 al teatro Secci e replicato il giorno seguente alla stessa ora, oltre ad un’uscita mattutina per le scuole. Il copione frizzante, il tema squisitamente attuale ‘l’accoglienza del diverso, dello straniero’ e allora integrazione, occupazione e un pizzico di politica internazionale convivono in una performance che aspetta solo pubblico. In squadra, tra gli attori, anche sei immigrati gestiti da Arci.
Amareggiata la direttrice artistica Irene Loesch In questi giorni sono in corso i lavori di messa a punto degli ultimi dettagli perché il successo sul palcoscenico sia garantito, nonostante le difficoltà: «I contatti ci sono stati – rivela la Loesch – ma nessuno è mai arrivato a proporci una sede alternativa, né il Comune ha fatto un censimento dei luoghi disponibili che sarebbe invece necessario. Da parte delle istituzioni sarebbe bastato poco di più – ammonisce -, il prossimo anno se deve esserci ancora tutta questa dispersione meglio non cominciare».
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