La presentazione del Terni festival

di Francesca Mancosu

«Come amministrazione comunale abbiamo sempre creduto in questa manifestazione, e continueremo a farlo, in virtù dei risultati dimostrati in termini di proposta artistica e gradimento del pubblico». Ha l’imprimatur dell’assessore alla Cultura del Comune di Terni, Giorgio Armillei, la nuova edizione del Terni festival – Festival della creazione contemporanea, presentata ufficialmente venerdì mattina ed in programma dal 19 al 28 settembre al Caos – Centro arti opificio Siri e in altri in spazi della città, da palazzo Primavera al Centro multimediale.

Ternani protagonisti Sotto il claim ‘The rain will not erase it’ (La pioggia non lo cancellerà), mutuato dal poema urbano di uno degli artisti in cartellone quest’anno, il bulgaro Mladen Alexiev, la kermesse sarà ancora una volta spazio di scambio e incontro, di sperimentazione più che un semplice luogo di fruizione di spettacoli. A dimostrazione di ciò sarà portante il ruolo di Terni e dei suoi abitanti, circa 120, che saranno coinvolti in prima persona sia come volontari che come ‘attori’ di alcune performance allestite fra case private, negozi e vie del centro. Come nel progetto ‘Living room’, di Willi Dorner, un lavoro sulla vita nei contesti urbani che mette in moto una riflessione sullo spazio privato, sull’appartamento come luogo ma anche come condizione di rifugio e isolamento e incoraggia lo scambio tra gli abitanti. O nella performance ‘Vedi cosa voglio dire?’, di Projet in Situ, che condurrà il pubblico in una passeggiata ad occhi bendati per le vie di Terni accompagnato da una guida sconosciuta.

Dal Rwanda al Louvre Ad inaugurare il festival 2014 il 19 settembre sarà ‘Hate radio’, spettacolo scritto e diretto da Milo Rau che offre una ricostruzione filologica del genocidio della minoranza Tutsi, perpetrato dall’etnia Hutu nel 1994, riportando in onda per due ore la Rtml/Radio-télévision libre des mille collines, stazione radio ruandese che invece di mandare in onda canzoni e dediche incitava alla violenza e all’omicidio. La performance, che porterà in scena alcuni superstiti del genocidio stesso, si svolgerà al Centro multimediale. Le sale di palazzo Primavera invece accoglieranno ‘Louvre I dipartimento antichità greche e romane’, un”immaginaria visita guidata del celebre museo parigino   ideata dall’ artista ternano (almeno di nascita), Alex Cecchetti, trasferitosi a Parigi ormai di qualche anno e ritornato temporaneamente ‘in patria’ grazie ad un progetto finanziato dall’Istituto di cultura francese, dopo aver esposto al Centre Pompidou e al Palais di Tokyo.

Il ritorno di Babilonia teatri  In programma anche l’anteprima di ‘Jesus / Seconda apparizione’, l’ultimo lavoro di Babilonia teatri, due volte vincitrice del Premio Ubu (2009 e 2011) e già ospite a Terni lo scorso anno con ‘Pinocchio’, un’intensa pièce che ha avuto per protagonisti alcuni pazienti usciti dal coma.  In prima nazionale, sarà rappresentata ‘La casa di Eld’, di Oscar Gómez Mata, un vero e proprio atto di scambio pubblico creato con il coinvolgimento di bambini e ragazzi del territorio, ispirato all’omonima favola di fantascienza di Robert Louis  Stevenson.

La danza  Saranno tre gli spettacoli di danza, realizzati in collaborazione con il Teatro stabile dell’Umbria: ‘Bolero effect’, di Cristina Rizzo, con un percorso coreografico che prende le mosse dal Bolero di Ravel, ‘L’incontro’ di Raffaella Giordano (co-direttrice artistica della compagnia Sosta Palmizi) e la spagnola Maria Muñoz (co-direttrice della Compagnia Mal Pelo di Girona) in un intenso quadro poetico, e ‘Uno su uno’, studio condotto da Mara Cassiani su un corpo abitante 1mq, in un’epoca in cui il mq si pone come misura della nostra vita. Sarà inoltre presentata una selezione dei lavori dei giovani coreografi che hanno partecipato al progetto ‘Dance moves cities’, sostenuto dal programma Cultura 2007/2013 della Commissione Europea, e dedicato alla relazione tra danza e spazi urbani volto a investigare come le città possano essere potenziali fonti di ispirazione per la creazione coreografica, sperimentando una diversa spazialità e modalità di fruizione. «

I costi del festival La presentazione ufficiale del festival è però stata l’occasione per toccare argomenti ‘fuori programma’ e rispondere a domande ‘scomode’. In primis quelle sui costi della manifestazione. «Il budget a nostra disposizione per l’edizione dell’anno scorso, e che speriamo resti lo stesso anche per il 2014 – auspica la presidente di Indisciplinarte Linda Di Pietro – è stato di circa 120mila euro. Una cifra ridicola se confrontata con quella spesa per inziative analoghe come il Sant’Arcangelo dei teatri, che ne prende circa 900mila». Nel dettaglio, «35mila sono arrivati dalla Regione Umbria, 11mila dal Comune di Terni, 30mila da progetti europei, 37mila dal ministero della Cultura, 4mila dal Teatro stabile dell’Umbria. Ancora non sappiamo se questi numeri saranno confermati, poiché dobbiamo aspettare l’approvazione dei relativi bilanci a livello nazionale, regionale e comunale».

Le polemiche sul bando per la gestione museale Dulcis in fundo si è nuovamente parlato del bando per la gestione dei servizi museali – Caos compreso – che ha tenuto banco in consiglio comunale agli inizi della settimana.  A ribadire la volontà dell’amministrazione di proseguire comunque con l’esternalizzazione dei servizi museali e teatrali, a prescindere da chi sarà il soggetto vincitore del bando in scadenza il 23 settembre, è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Terni, Giorgio Armillei. «Non è una scelta ideologica, ma imprenditoriale: i nostri uffici hanno fatto una valutazione comparativa dei costi e dei benefici ed il risultato è che al Comune conviene far gestire un sistema come il nostro (che comprende Caos, teatro Secci, Carsulae e Paleolab, ndr) ad un insieme di professionalità esterne, mantenendo le sue funzioni di valutazione generale e di programmazione».
Nel 2014, ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura Fabrizio Bracco, «è assurdo pensare di gestire i servizi culturali con burocrati comunali. Chi lo ritiene possibile forse è rimasto ai tempi del MinCulPop. In Umbria tutti i musei sono gestiti da concessionari esterni, ad eccezione di quelli statali, naturalmente».

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