di Francesca Mancosu

Quello che lega Arnaldo Pomodoro all’Umbria è un rapporto profondo e di lunga data. Che unisce le città di Spoleto, Terni e Bevagna in un ideale cerchio magico, impreziosito dalle opere dello scultore-scenografo, e ora, secondo quanto anticipa l’assessore alla Cultura Simone Guerra, «entro l’estate, o al massimo entro l’anno», dovrebbe portare al Centro arti opificio Siri una mostra organizzata da Comune di Terni e Regione Umbria.

Pomodoro e l’Umbria Un legame che ha attraversato cinque decadi, dicevamo. Nato nel 1962, con la realizzazione della ‘Colonna del viaggiatore’ per la mostra ‘Sculture in città’ curata da Giovanni Carandente, che segnò il passaggio di Pomodoro alla scultura volumetrica e che dovrebbe essere ricollocata nella sua sede originaria entro questo aprile.
Proseguito poi a Terni, in due occasioni: nel novembre del 1995, con la posa dell’obelisco ‘Lancia di luce’, che svetta coi suoi 30 metri di acciaio su corso del Popolo, e nel giugno del 2003, con la creazione  nel sito archeologico di Carsulae della nave-teatro che fece da scenografia allo spettacolo ‘U: Ulisse’ prodotto dal Terni in Jazz Fest, con i musicisti Giorgio Gaslini e Uri Caine e la voce narrante di Marco Paolini. Nel giugno 2012 , infine, l’inaugurazione del ‘Carapace’, la cantina-scrigno costruita in quel di Bevagna, dalla grande cupola ricoperta di rame.

Mostre legate al territorio «In questi anni, al Caos di Terni abbiamo cercato di dar vita a degli eventi espositivi che fossero produzioni originali e avessero un legame con il territorio, come quelli dedicati a Piermatteo d’Amelia, Giulio Turcato e Adriano Ronchini», spiega Guerra. «Così, insieme ad Indisciplinarte e alla Regione Umbria abbiamo pensato di proseguire in questa direzione, puntando su Pomodoro, artefice di quello che ormai è uno dei capisaldi dell’identità cittadina. Si è detto pienamente disponibile a collaborare e dovrebbe venire in città a breve per vedere gli spazi a disposizione».

Non solo sculture L’esposizione, che a seconda del budget che verrà raccolto avrà luogo al Caos e forse anche in alcune location en plein air, metterà al centro lavori realizzati come scenografo e architetto, modelli e plastici delle sculture monumentali, ma consentirà di ammirare anche opere di piccolo formato. «Stiamo individuando il curatore e di conseguenza cosa verrà esposto. Intanto, insieme alla Regione, abbiamo fondato un comitato promotore della mostra, per raccogliere adesioni e sponsor, e organizzare percorsi di visita ai lavori realizzati da Pomodoro in Umbria. Con l’occasione, invitiamo i cittadini a contribuire all’allestimento con proprie testimonianze e magari opere di Pomodoro, visto il legame di lunga data che ci lega a lui».

Arnaldo Pomodoro Nato a Morciano di Romagna nel 1926, Pomodoro è ritenuto uno dei più grandi scultori contemporanei italiani. Fratello dello scultore Giò Pomodoro, si forma come geometra, poi, dagli anni Cinquanta, si dedica alle arti plastiche, entrando a far parte con Lucio Fontana nel gruppo informale ‘Continuità’ fra il 1961 e il 1962. Fra le sue maggiori opere, si ricordano il ‘Disco Solare’ collocato davanti al Palazzo della Gioventù di Mosca, ‘Sfera con sfera’, nel piazzale delle Nazioni Unite a New York e davanti al Trinity college di Dublino, le sfere in bronzo nel cortile della ‘Pigna’ all’interno dei Musei Vaticani e nel piazzale della Farnesina, a Roma, il portale del Duomo di Cefalù, in Sicilia.