La Madama Butterfly di Pomodoro

di Francesca Mancosu

«Svelare il volto di Arnaldo Pomodoro meno conosciuto: quello di inventore di ambienti per il teatro, la musica, l’opera lirica e la danza». Così il curatore Antonio Calbi riassume il senso di ‘Arnaldo Pomodoro. Spazi scenici ed altre architetture’, personale del celebre scultore in mostra dal 20 settembre nelle sale del Caos – Centro arti opificio Siri. Un’esposizione che riassume un percorso creativo lungo cinquant’anni, fra sculture, scenografie, bozzetti, modellini, costumi accanto alle opere e ai progetti architetturali più suggestivi.

La sensibilità per lo spazio Pomodoro, si sa, è conosciuto soprattutto per le sue sculture. «In particolare – ricorda Cambi, che fra i suoi tanti impegni annovera anche quello di direttore del Teatro di Roma, appena nominato – per le sue sfere, i suoi obelischi, i volumi euclidei ed il trattamento che fa delle superfici». Ma che sarà protagonista, a Terni, di una mostra che metterà al centro la sua vocazione di architetto e di creatore di spazi scenici. «Una sensibilità che gli deriva dalla sua formazione: in primis dagli studi come geometra, poi dall’aver lavorato nell’immediato dopoguerra nel genio civile, alla ricostruzione degli edifici bombardati. Una formazione che lo ha portato ad indagare la materia nella sua struttura intima, e ad avere una particolare attenzione verso i volumi, le forme, l’architettura».

In mostra L’esposizione del Caos, come racconta ancora il curatore, proporrà quindi «macchine di scena, come la rotella fantastica creata per le Orestiadi di Gibellina. O i costumi per ‘Cleopatra’ disegnati da Pomodoro e realizzati da Versace. Poi oggetti, modellini in movimento, a ricordare che il moto, nel teatro dell’artista, è un elemento fondamentale. Inoltre, ci sarà spazio anche per le scenografie di ‘U-Ulisse’ (spettacolo prodotto nel 2003 nell’ambito del Terniinjazz, con i musicisti Uri Caine e Giorgio Gaslini e la voce narrante di Marco Paolini, nella cornice del sito archeologico di Carsulae): un’esperienza magica. La Lancia di luce di corso del Popolo sarà invece in dialogo con l’allestimento della mostra, e sarà segnalata su un’apposita mappa delle opere di Pomodoro presenti in Umbria, dalla ‘Colonna del viaggiatore di Spoleto’ al ‘Carapace’ di Bevagna».

Le opere di architettura La seconda sezione della mostra ripercorrerà alcuni tra i più significativi progetti e le opere architetturali di Pomodoro: dal progetto non realizzato per il nuovo cimitero di Urbino, terra dei Montefeltro in cui l’artista è nato è cresciuto, alla sala d’armi per il museo Poldi Pezzoli di Milano, fino a ‘Ingresso nel labirinto’: «il labirinto ricavato nei sotterranei dell’edificio ex Riva Calzoni di via Solari a Milano, un’ex fabbrica di turbine, già sede espositiva della Fondazione Arnaldo Pomodoro; un’opera che è figlia di tutte le arti, nella quale il  visitatore vive una dimensione oltre l’ordinario, extra quotidiana, quasi mistica, e di grande poesia».

Omaggio alla visionarietà L’auspicio è che questa mostra, «un bel gesto d’amore e cura verso uno dei nostri artisti più celebri nel mondo», come sottolinea Calbi, sia solo il preludio «ad una grande personale, in una città italiana – penso a Roma o a Milano – che davvero racconti a 360 gradi la sua visionarietà tradotta in concretezza. I tempi sono difficili, certo, ma nonostante questo Arnaldo Pomodoro meriterebbe più attenzione».

Antonio Calbi Direttore artistico, critico e studioso di arti sceniche, ideatore di progetti, festival, manifestazioni, Calbi è stato docente alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e in varie università. Autore di diverse pubblicazioni – da ‘Italy for Rwanda 1994-2000’ ad ‘Architettura & Teatro – Spazio, progetto e arti sceniche’ (con Daniele Abbado e Silvia Milesi), a Milano città e spettacolo – teatro danza musica cinema e dintorni’. Dopo aver ricoperto il ruolo di direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma (Premio Gassman 2006), e aver diretto il settore Spettacolo, moda e design del Comune di Milano, a maggio è stato nominato direttore del Teatro di Roma.

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