di Francesca Mancosu
Quando il teatro fa – o cerca di fare – politica. È questa la missione di “Tratando de hacer una obra que cambie el mundo (el delirio final de los ultimo romànticos)”, il nuovo spettacolo della compagnia cilena La Resentida, che sarà presentato, in prima italiana, al teatro Secci, mercoledì 16 gennaio.
Il teatro come rivoluzione La performance, recitata in spagnolo ma con sopratitoli in italiano, racconta la storia di quattro attori (Carolina Palacios, Pedro Muñoz, Benjamín Westfall, Nicolás Herrera, Eduardo Herrera) chiusi in uno scantinato da quattro anni, senza alcun contatto con la realtà, per manifestare la propria opposizione al governo in carica e creare un’opera teatrale in grado di cambiare il mondo. A rompere gli equilibri, giunge la notizia che alla guida del Paese è salito un nuovo governo, capace di eliminare la povertà e le ingiustizie sociali. Sogno o realtà?
Da questo momento in poi, lo scantinato si trasforma in uno spazio privilegiato per riflettere sull’arte, le utopie, la rivoluzione, la cultura e la politica.
La Resentida A portare in scena lo spettacolo, post event del Festival internazionale della creazione contemporanea di Terni dello scorso settembre, sarà la compagnia cilena La Resentida, da anni impegnata nella conservazione dell’identità culturale cilena e nella promozione di un teatro che sia strumento sociale e atto di responsabilità politica.
Con la regia di Marco Layera, la drammaturgia de La Resentida e il set design di Pablo de la Fuerte. Dopo Terni, lo spettacolo proseguirà la tournée in Belgio e a Parigi.
