Riapre il Jonas club

di Mar. Ros.

Erano i primi anni ’80 e in via De Filis a Terni si respirava il fermento politico di una sinistra, fatta di giovani che avevano sete di cultura, voglia di stare insieme e desiderio di esprimere la propria vena creativa. Erano gli anni di una giovane generazione che ereditava l’eco del ’68. Erano gli anni della Fgci (Federazione giovanile comunista italiana). Erano gli anni del ‘Jonas club’. Anni che, in qualche modo, potrebbero tornare sulla scia di una collaborazione tra Arci e Giovani Democratici (Gd). I particolari saranno svelati il prossimo 7 giugno in un incontro pubblico che si terrà alle 18 presso l’ex circolo Gramsci.

Jonas A sentir parlare di ‘Jonas club’, a molti non viene in mente nulla che abbia mai avuto un nome simile. Le ragioni sono due: o è troppo giovane per ricordarlo, o era già troppo cresciuto attorno al 1985 per averlo potuto frequentare, perché il Jonas era un circolo, «ma non di quelli dove i pensionati giocano a carte bensì il primo esempio di moderno club per giovani». A raccontarlo come l’emblema di un nuovo modo di incontrarsi tra coetanei che condividono gli stessi ideali è Stefano Bolletta, uno dei padri fondatori di questo locale (oggi noto come storico circolo Gramsci o circolo della giovanile del Pd) e ai tempi del Jonas segretario provinciale della Fgci di Terni. Alcuni potrebbero invece non ricordare il luogo, ma magari hanno avuto in passato l’opportunità di leggere ‘Jonas’ la rivista mensile della Fgci nazionale da cui il club ternano prese il nome o di vedere ‘Jonas che avrà vent’anni nel duemila’, film del 1976 in cui ricorrono gli ideali Marxisti nella vita di 4 coppie di personaggi protagoniste della storia narrata, e da cui a sua volta prese il nome il mensile dei giovani comunisti nata nel 1984.

ALCUNE PAGINE DEL MENSILE JONAS, LE FOTO

Madri e padri fondatori Chi diede effettivamente vita a quel posto di via De Filis, quando gli si chiede di ricordarlo, si sente fare un tuffo nel passato col sorriso e l’orgoglio ripensando a quel tempo, con un pizzico di amarezza nella consapevolezza che siano trascorse tante primavere: «Qualcuno lì dentro trovò anche moglie – racconta Sandro Piermatti del Pd -; nacque su iniziativa di un gruppo di giovani comunisti con la voglia di un’esperienza politica e culturale, che lasciasse spazio anche allo svago. Il Jonas – dice a Umbria 24 – era un locale autogestito, una sorta di pub se vogliamo, perché lì  si poteva bere una birra e mangiare una pizza (precotta – precisa -). Nel circolo si organizzavano serate danzanti, musicali, incontri formativi». Quei giovani lì non avevano paura di usare olio di gomito e come ricorda, tra gli altri, Piermatti: «Noi stessi lavorammo per rendere quelle stanze della Fgci accoglienti. Fu una bella esperienza ma poi finì perché non trovò continuità nella generazione successiva».

Un centro polivalente «Lo ricordo bene il Jonas club, sono stato anche segretario della Fgci, – stavolta a parlare è Fabrizio Fabi della Eventi srl – organizzavamo tante iniziative, concerti e proiezioni soprattutto, nel grande salone c’era il bar, punto di ritrovo anche in assenza di attività collaterali e una saletta era invece adibita a segreteria del circolo. Un posto vissuto, aperto tutte le sere, un luogo anche per esprimere sé stessi attraverso la musica; il Jonas era aperto dal pomeriggio fino a tarda notte, a volte veniva aperto anche al mattino per attività didattiche». Ma come può essere il Jonas trent’anni dopo? «Qualsiasi punto di aggregazione è qualcosa di positivo – dice Fabi – mi aspetto che quel luogo torni, come negli anni ’80, ad essere un centro di creatività e libera espressione giovanile».

Sonia Berrettini Tra le donne che frequentavano il Jonas club c’era l’ex assessore alla cultura del comune di Terni che, come gli altri, ricorda con grande piacere il brio giovane, fresco e creativo di quel posto e di quei tempi. La Berrettini ricorda Betta, scomparsa tre anni fa, che si occupava della cucina e conserva addirittura alcune copie della rivista della Fgci nazionale dell’epoca, in un numero della quale comparve proprio una sua lettera: «Il direttore di questo giornale era Fabrizio Rondolino, oggi uno degli autori del Grande Fratello ed io non condivisi una scelta editoriale e ne approfittai per aprire un dibattito. Jonas agli albori tentò di vendere un buon numero di copie ‘seducendo’ una donna attraverso delle righe, anche piuttosto simpatiche, ma a me non piaceva pensare che Jonas fosse solo un uomo». Tantomeno la Berrettini voleva passasse un certo messaggio, incline a mettere in cattiva luce le giovani comuniste di allora. Per intenderci la conquista da parte di Jonas doveva avvenire sul piano politico e non attraverso una sciocca seduzione.

Il nuovo Jonas ‘Non c’è futuro senza memoria’ e allora grazie a chi la tiene viva oggi lo storico circolo Gramsci si appresta a tornare il vecchio Jonas di una volta per volere di una generazione che ha effettivamente vent’anni o poco più negli anni 2000 (come il Jonas del film). L’idea è stata di Alessio Galeazzi, giovane democratico che frequenta la sede di via De Filis ormai da anni, insieme a decine di altri ragazzi e ragazze. Ricostruendo la storia del luogo e sapendo che da un certo momento in poi ne fece parte anche l’Arci, Alessio ha proposto l’iniziativa agli altri militanti e insieme a Gregorio Alteri, che ha fatto da portavoce, hanno proposto l’operazione a Francesco Camuffo di Arci Terni. Nell’ambito di un’associazione tra i due soggetti cooperanti, il circolo della giovanile tornerà dunque a chiamarsi Jonas e ad avere la funzione aggregativa di un tempo. I lavori di ristrutturazione delle stanze, oggi appartenenti alla fondazione che ha ereditato l’intero patrimonio immobiliare dell’ex Ds, saranno a 360 gradi.

Il club Nasce dalla necessità di garantire a tutti uno spazio di libero confronto e di partecipazione attiva alla vita sociale e culturale, aperto e democratico, in cui i giovani ed i cittadini tutti possano sviluppare le proprie aspirazioni. Ecco perché diverse persone hanno deciso di mettere in campo energie e risorse proprie sapendo di offrire anche un beneficio alla collettività: «La natura storica – dicono Gd e Arci – ci dà una forte identità ma al tempo stesso ci permette di avere un pubblico trasversale, perché tutti sono i benvenuti al Jonas Club. Il primo invito è appunto rivolto a tutti: appuntamento al prossimo 7 giugno alle 18.00 in via De Filis, nei locali del circolo Gd. Stando ai programmi, i lavori dovrebbero terminare a fine estate e il club riaprire tra settembre e ottobre.

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