Il ministro Lorenzo Ornaghi e l'arcivescovo Renato Boccato (foto Fabrizi-U24)

di C.F.
«Più voglia di fare che di apparire». È questo l’invito che il ministro per i beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, ha rivolto al centinaio di persone che martedì pomeriggio hanno affollato il centro congressi dell’Albornoz Palace hotel di Spoleto in occasione della sessione primaverile dei Dialoghi in città, organizzata dall’Archidiocesi di monsignore Renato Boccardo.

In prima fila Ad accogliere il professore Ornaghi di ritorno da una breve visita lungo le vie e le principali piazze della città del Festival, accompagnato dall’arcivescovo Renato Boccardo, sono stati l’assessore alla cultura regionale Fabrizio Bracco, il rettore dell’Università per Stranieri Stefania Giannini, la Soprintendenza, il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti. molti primi cittadini dei comuni dell’Area vasta e della Valnerina e autorità delle istituzioni provinciali.

«Abbiamo bisogno di idee fresche e nuove» Per il ministro, rettore dell’Università cattolica del Sacro cuore di Milano, è necessario avviare «un nuovo umanesimo che tenga conto della globalizzazione e delle continue trasformazioni». Il professore scelto da Mario Monti non ha dubbi, per costruire «una visione culturale per il domani dell’Italia», dibattito al centro dell’appuntamento, servono «voglia di fare e sacrificio, ma anche idee fresche che possano guidarci nella ricerca di modello di sviluppo nuovo e al tempo stesso figlio delle radici culturali del nostro Paese».

«Meglio i grandi eventi» Sugli appuntamenti culturali, sulle difficoltà delle coop e delle società che da decenni si occupano di restauro dei beni e, soprattutto, sulla penuria di risorse a disposizione del ministero per far fronte alle varie richieste, la linea sposata dal professor Ornaghi è chiara: «Sarei più propenso a sostenere le grandi iniziative piuttosto che una miriadi di eventi minori».