laureti-pepper-marziani-cecchini01.jpg
Laureti, Pepper, Marziani e Cecchini (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Sono molto felice di aver donato queste sei opere a Spoleto, quando torno qui è come tornare a casa anche per questo vi invito a mettere la città in primo piano, non legatela solo al Festival che dura due settimane, date energia a Spoleto per l’intero anno, la merita davvero». È questo il messaggio lanciato dalla galleria del piano nobile di Palazzo Collicola da Beverly Pepper, l’artista americana classe 1922, tra le protagoniste della mostra Sculture in città del 1963 curata da Giovanni Carandente a cui partecipò con Il volo di Icaro che campeggia allo svincolo Sud di Spoleto «come un benvenuto iconico» ha detto l’assessore comunale Camilla Laureti.

La crepa di Vincenzo Pennacchi  Con loro anche l’assessore regionale Fernanda Cecchini: «Spoleto dà un contributo significativo alle politiche culturali di questa regione anche sul fronte dell’arte contemporanea di cui l’Umbria, va detto, vanta una ricchezza straordinaria». Al centro naturalmente Gianluca Marziani, il direttore di Palazzo Collicola che sabato mattina ha inaugurato le mostre invernali e l’intervento artistico La crepa di Vincenzo Pennacchi che ha lavorato su sette delle numerose lesioni superficiali riportate dall’edificio settecentesco a seguito del terremoto del 24 agosto: «Ci sono più punti che non sono stati toccati – spiega Marziani – li vedrete e fanno parte degli accadimenti, ma consapevoli di come il tempo sia prezioso abbiamo cercato di dare a queste crepe una funzione simbolica ricalcando il concetto sposato dalla ceramica giapponese, ossia di sutura poetica, di imperfezione finalmente perfezionata, di evoluzione. Pennacchi ha risposto con slancio e scelto le sue sette opere di misericordia» tutte visibili al piano zero, in due casi sugli scalini delle finestre. E l’interpretazione della crepa di Marziani piace all’assessore Laureti: «Ci dice molto di come vorremmo far vivere questa fase alla città».

Pepper e Marrocco Poi la donazione della Pepper sei opere realizzate tra il 1962 e il 1963 nell’acciaieria Italsider di Piombino: «Sono felice e onerato che con la sua presenza abbia voluto accompagnare a battesimo le sei opere che entrano a far parte della collezione permanente di Palazzo Collicola, con un valore particolare perché – evidenzia Marziani – si riconnettono simbolicamente e concretamente alla mostra fondamentale di Carandente, confermando ancora una volta come il cuore della città sia nella tessitura delle trame culturali». Largo poi alla personale di Franco Marrocco, direttore dell’Accademia Brera di Milano, a Spoleto con L’eco del bosco: «Siamo di fronte a un artista con un percorso importante e una visione quasi orientale dei materiali, qui a Palazzo Collicola presenta un lavoro di grande qualità ideativa ed esecutiva».

Il gallerista Bonelli porta dodici artisti Al piano mostre si apre, invece, un nuovo ciclo voluto da Marziani, ossia Cortesie per gli ospiti: «Inviterò galleristi con cui sento affinità, il primo l’ho scelto perché è un grande patrimonio del nostro paese, si tratta di Giovanni Bonelli, uno degli occhi più attenti per la figurazione italiani degli ultimi venti anni». Bonelli a Spoleto ha portato dodici artisti tra cui i maestri della ceramica Bertozzi e Casoni, Agostino Arrivabene scomparso alcuni anni fa e Angelo Filomeno: «La mostra è un favoloso viaggio in un immaginario italiano molto eterogeneo, eclettico e divagante». A Palazzo Collicola anche il progetto Obic anagramma di cibo nato a un’idea di Anna Paola Lo Presti e dello stesso Marziani, mentre per il ciclo espositivo Territorio, storie di artisti umbri, sono state presentate tre nuove sculture dell’artista spoletina Cristina Mmr Bonucci. Per la sezione Satellite Collicola nel pomeriggio alla Casa Romana ha esordito Ground layer, il nuovo progetto di Francesco Irnem, pensato e realizzato sulla misura fisica, tematica, concettuale del luogo.

Collicolab e Collicoland Poi i progetti per il futuro di Marziani: «Stiamo finalmente stringendo un patto con la Rocca albornoziana, ma soprattutto sabato 17 dicembre con molto orgoglio inauguriamo la Biblioteca Carandente con un allestimento di grande qualità al piano nobile. Da gennaio, poi, prende il via Collicolab negli spazi del piano meno uno che diventeranno laboratorio per progetti culturali che abbiano qualità contemporanea, i locali verranno offerti a giovani e associazioni che potranno gestirlo in autonomia, soprattutto rispetto al Palazzo, per organizzare eventi e iniziative. Devo dire che con l’assessore Laureti in un mese abbiamo fatto quello che di solito si faceva in due anni– dicee Marziani – per cui siamo anche pronti a lanciare Collicoland una serie di incontri e scambi su tutto ciò che non è legato all’espositivo, li ospiteremo qui ma anche in altri spazi».

@chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.