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mercoledì 25 maggio - Aggiornato alle 11:49

«Scritti dal carcere», a Perugia arriva la prima traduzione italiana delle prose e delle poesie di Bobby Sands

Appuntamento venerdì 8 ottobre all’Osteria del Gufo di via della Viola con Enrico Terrinoni e Carlo Floris

La copertina del libro

Si chiama «Scritti dal carcere» il libro che contiene la prima traduzione italiana di tutte le prose e le poesie inedite scritte durante la prigionia da Bobby Sands, il rivoluzionario irlandese morto il 5 maggio 1981 per sciopero della fame nel carcere di Long Kesh a Belfast. La presentazione è in programma per venerdì 8 ottobre a Perugia, all’Osteria del Gufo di via della Viola, nell’ambito del programma di iniziative organizzate dalla libreria Mannaggia di via Cartolari insieme alle altre realtà del quartiere. Il libro, edito da Paginauno, contiene la prefazione inedita di Gerry Adams ed è curato da Riccardo Michelucci e dal professor Enrico Terrinoni, che parteciperà alla presentazione insieme a Carlo Floris. Il volume comprende oltre 200 pagine tra poesie e brani di prosa, scritti mai pubblicati in Italia, oltre a una prefazione inedita di Gerry Adams, storico leader del partito repubblicano irlandese Sinn Féin.

Chi era Nato nel 1954, Bobby Sands era il primogenito di una famiglia cattolica e operaia, e fu bersaglio di continui attacchi e discriminazioni insieme ai famigliari. Animatore e attivista di comitati di quartiere, a 18 anni si arruolò nell’Ira, l’Irish republican Army. Nel 1976 venne arrestato senza prove a suo carico. Fu leader delle proteste dei detenuti; da carcerato venne eletto deputato del parlamento britannico. Nel 1981 guidò uno dei più celebri scioperi della fame della storia contemporanea.

Il libro «I testi di Bobby Sands, toccanti e intensi, compongono una raccolta di grandissimo spessore – spiega la casa editrice – sia per la qualità letteraria che per l’incredibile valore di testimonianza storica. Scritti in condizioni di detenzione difficili da immaginare, tracciati segretamente su minuscoli pezzi di carta igienica e cartine per sigarette, i testi raccontano l’amore per la libertà, l’attaccamento alla propria terra, l’attenzione per i compagni, il sogno di una repubblica socialista. Parlano delle ragioni della protesta per il riconoscimento dello status di prigionieri politici, delle condizioni disumane e della violenza continua e degradante a cui i detenuti irlandesi erano costretti dal regime britannico. Lasciano trapelare le passioni di un ragazzo intelligente e vitale: letteratura, storia, sport, ornitologia. Descrivono la tenacia di un ribelle acuto, lucido e inflessibile e allo stesso tempo un giovane uomo dotato di una straordinaria sensibilità umana e poetica, oltre che di un senso morale altissimo che lo porterà in assoluta consapevolezza a scegliere di morire».

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