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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 01:40

Raffaello in Umbria tra reale e virtuale: un’anteprima svela parte della mostra a Palazzo Baldeschi

La sede museale riapre al pubblico con una preview dell’esposizione ideata da CariPerugia Arte e Accademia dedicata al sommo artista. L’inaugurazione a settembre

Raffaello in Umbria, mostra a Palazzo Baldeschi ©Fabrizio Troccoli

di Dan. Nar.

Con la mostra ‘Raffaello in Umbria e la sua eredità in Accademia’, in programma dal 18 settembre al 6 gennaio, il sommo artista italiano abiterà le sale di Palazzo Baldeschi a Perugia. Tra reale e virtuale. L’annuncio durante la riapertura al pubblico, dopo quattro mesi di chiusura per Covid-19, del palazzo e delle collezioni permanenti che si trovano nella sede museale situata in corso Vannucci. È stata quindi anche l’occasione per la presentazione a stampa e istituzioni di una anteprima della imminente mostra, inserita fra le manifestazioni riconosciute dal Comitato Nazionale per le celebrazioni raffaellesche. L’esposizione – è stato ricordato – è parte del percorso ‘Perugia celebra Raffaello’ e si inserisce nel più ricco programma ‘Raffaello in Umbria’, coordinato dal Comitato organizzatore regionale.

Presentazione All’incontro, sono intervenuti Cristina Colaiacovo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Mario Rampini, presidente dell’Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci’ e i curatori della mostra. Erano presenti anche: l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano; la dirigente del Servizio Musei, Archivi e Biblioteche della Regione Umbria, Antonella Pinna; il direttore della Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche Giovanna Giubbini; il prorettore dell’Università per Stranieri Dianella Gambini; il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni; la funzionaria storica dell’Arte della Galleria Nazionale dell’Umbria Veruska Picchiarelli; il presidente e il direttore del Post-Museo della Scienza, Francesco Gatti e Anna Rebella; il presidente della Fondazione Orintia Carletti Bonucci Francesco Depretis; il rettore del Collegio del Cambio Vincenzo Ansidei; l’artista Franco Passalacqua. Ha assistito alla proiezione anche l’assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Umbria, Paola Agabiti.

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Anteprima Anche i visitatori quindi, a partire dal 10 luglio, oltre alle collezioni permanenti del palazzo potranno vedere alcune anticipazioni del percorso espositivo organizzato dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Accademia per rendere omaggio a Raffaello Sanzio a 500 anni dalla sua scomparsa. La preview si snoda fra le due sezioni che animano il progetto espositivo. Affascinante è l’anteprima della parte multimediale, a cura della Fondazione e realizzata appositamente dalla società umbra Euromedia con la supervisione scientifica di Francesco Federico Mancini, che offre un’esperienza emozionale e innovativa data dall’intreccio tra suggestioni visive e sonore: in una grande sala del palazzo, tre pareti sono state trasformate in schermi cinematografici per offrire una visione quasi tridimensionale. L’anticipazione a cura dell’Accademia, inoltre, espone la Madonna del Cardellino (particolare) di Raffaello in un disegno di Annibale Vitiani. Si tratta di una “copia da fotografia”, realizzata per la prova d’esame della Scuola di figura nel 1983, dall’allora diciassettenne allievo perugino dell’Accademia ‘Vannucci’.

Sinergia «La riapertura del palazzo e la mostra che inaugureremo a settembre, anticipata con qualche esposizione da oggi – ha detto la presidente Caripg Colaiacovo – rappresentano un tassello importante della attività sinergica che in questi mesi di chiusura abbiamo comunque portato avanti, con l’obiettivo comune di promuovere il nostro patrimonio artistico-culturale». Ai visitatori, ha sottolineato Colaiacovo, sarà offerto «un percorso espositivo unico in Italia”, che si compone di una parte documentale e di una multimediale “che grazie ad effetti scenici sorprendenti riporterà in Umbria tutte le opere realizzate da Raffaello qui che altrimenti non sarebbe stato possibile avere». «L’iniziativa è stata concordata con la Fondazione CariPerugia Arte con il comune scopo di dare un forte segnale di ripresa delle attività artistico-culturali della città, per coinvolgere la cittadinanza così da creare anche un’occasione di “ripopolamento” del centro storico», ha sottolineato il presidente dell’Accademia Rampini.

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Sezione multimediale Raffaello nel capoluogo umbro ha trascorso più o meno sei anni della sua vita, dal 1500 al 1505 circa. Perugia e Città di Castello, rappresentano i luoghi dell’Umbria dove ha mosso i primi passi e svolto una parte significativa della sua formazione artistica, iniziata quando il padre Giovanni Santi chiese a Pietro Vannucci di accettare il figlio nella sua bottega per perfezionarsi nell’arte della pittura. Come è noto, le uniche due opere ancora conservate in Umbria sono il Gonfalone della Trinità, nella Pinacoteca comunale di Città di Castello e l’affresco di San Severo presso l’omonima cappella annessa alla chiesa camaldolese, oggi di proprietà del Comune di Perugia. Con la parte multimediale della mostra, a cura di Francesco Federico Mancini, con la regia della Fondazione CariPerugia Arte e il contributo della Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche e dell’Archivio di Stato di Perugia, a Palazzo Baldeschi prenderà vita un’esperienza immersiva dove si potranno ammirare in sequenza tutte le opere umbre del Maestro – se ne contano ad oggi dodici – permettendo ai visitatori di esplorarne anche i dettagli, accompagnati da informazioni lette da una voce narrante. In un’altra sala del palazzo, sempre grazie alla magia degli effetti multimediali, partendo da famosi ritratti alcuni attori in costume rinascimentale porteranno in scena il pittore urbinate attraverso due dialoghi che coinvolgono anche il Perugino, suo maestro. Fiore all’occhiello di questa sezione tre prestigiose opere del Rinascimento umbro appartenenti alla collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e realizzate da tre maestri a cui Raffaello si ispira e con i quali si relaziona quando arriva in Umbria: Perugino, Pintoricchio e Signorelli. Altre coinvolgenti animazioni completeranno il percorso espositivo del piano nobile.

L’eredità di Raffaello in Accademia L’altra sezione della mostra, dal sottotitolo “L’Accademia di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento” è realizzata dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e curata da Alessandra Migliorati, Stefania Petrillo e Saverio Ricci, con il coordinamento di Giovanni Manuali, conservatore dei Beni dell’accademia. Si articola in quattro parti tematiche e cronologiche che vogliono mostrare e dimostrare come, per tutto l’Ottocento, Perugia, grazie alla presenza di Tommaso Minardi, fu un epicentro insieme a Roma della corrente purista e del ritorno all’arte di ispirazione religiosa. L’Accademia, infatti, fu un vivaio di talentuosi pittori che rielaborano la lezione degli antichi maestri, Perugino e Raffaello prima di tutti, attualizzandone modelli e stile, interpretando quel gusto neo-rinascimentale, molto apprezzato anche dal collezionismo e dal mercato internazionali dell’epoca.

Gubbio, Raffaello e la maiolica Seguendo il filo conduttore delle celebrazioni raffaellesche la Fondazione CariPerugia Arte ha organizzato anche la mostra ‘Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica’, che aprirà il 10 settembre presso le Logge dei Tiratori della Lana di Gubbio. L’esposizione sarà centrata sulle produzioni di ceramica a lustro – uno dei fenomeni più significativi nell’ambito delle arti applicate del Rinascimento – e documenterà attraverso l’allestimento di circa centoquaranta opere, altri materiali e supporti multimediali le caratteristiche e il rapido passaggio dalla produzione a lustro a quella istoriata con particolare riferimento alla riproduzione dalle incisioni e stampe delle opere di Raffaelo e altri pittori dell’epoca. Inoltre una sezione sarà dedicata alla evoluzione del gusto nel collezionismo e alle riproduzioni di marca storicista tra Otto e Novecento.

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