di Elle Biscarini
Non ci sono bombe, macerie o sirene nelle immagini di Mardin Youth’s Cartographies. Ci sono cortili, volti, attese, gesti quotidiani. E soprattutto c’è lo sguardo di bambini e adolescenti che vivono ai confini tra Turchia e Siria e che, attraverso la fotografia, raccontano il proprio mondo senza filtri né retorica.
Dal 6 al 22 marzo l’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, in via Oberdan, ospita per la prima volta in Italia questo progetto fotografico nato dall’esperienza della Fotohane Darkroom, organizzazione no profit attiva nelle zone attraversate dalla guerra. L’inaugurazione è in programma venerdì 6 marzo alle ore 18.
Mardin Youth’s Cartographies opens March 6 in Perugia 🇮🇹
— Serbest Salih (@serbestsalih_) February 16, 2026
When cameras are placed in the hands of children, a new map of Mardin emerges — human, intimate, and powerful.
200+ analog darkroom prints + drawings.
Part of a fundraiser to support our mobile darkroom in Mardin. pic.twitter.com/ff4X4xEqUR
Ideato dal fotografo Serbest Salih, il progetto affida ai ragazzi macchine fotografiche analogiche e camere oscure allestite in spazi di fortuna. I giovani partecipanti seguono ogni fase del lavoro: scattano, sviluppano e stampano le immagini, trasformando la fotografia in uno strumento di espressione, autonomia e consapevolezza.
Le opere esposte non denunciano, ma suggeriscono. Raccontano una quotidianità che resiste e la capacità di immaginare futuro anche in contesti segnati dalla fragilità. È qui che l’arte diventa linguaggio universale e spazio di dialogo.
La mostra è promossa dal Comune di Perugia con il coinvolgimento degli assessorati alla Cultura e all’Istruzione, in collaborazione con l’associazione culturale Primavera e Bellini Foto. Un progetto che parla anche alle nuove generazioni: tutti gli istituti comprensivi cittadini sono stati invitati a partecipare a visite guidate e momenti di approfondimento sulla fotografia analogica. La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 11 alle 18.
