di D.B.
Da Perugia a Terni passando per Gubbio, Spoleto, Orvieto e Corciano. Saranno 17 i luoghi d’arte della regione che rimarranno aperti il primo maggio e dove l’ingresso sarà gratuito. Festa del lavoro quindi ma anche della cultura, con la possibilità di scoprire o riscoprire parti dell’immenso patrimonio culturale italiano. Le 17 strutture umbre tra musei, monumenti e aree archeologiche infatti rientrano nell’ambito dell’iniziativa del ministero per i Beni culturali e in tutta Italia coinvolge circa 400 strutture. A Perugia porte aperte al Museo archeologico nazionale dell’Umbria (dalle 8.30 alle 19.30), all’Ipogeo dei Volumni di Ponte San Giovanni (9-13, 15.30-18.30) e alla Galleria nazionale dell’Umbria in corso Vannucci (8.30-19.30), a pochi metri da piazza IV Novembre dove si terrà la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil e, dalle 16.30, il tradizionale concerto.
LA LISTA DI TUTTI I SITI ITALIANI
I luoghi A Campello (8.30-19.30) sarà aperto il Tempietto sul Clitunno, a Corciano (10-13, 15.30-19) la chiesa museo di San Francesco e a San Giustino (8.30-19.30) il castello Bufalini. A Gubbio porte aperte al teatro romano e all’Antiquarium (8.30-19.30), alla chiesa di Santa Maria Nuova (10.30-13, 15-18) e a palazzo Ducale (8.30-19.30). A Spoleto i visitatori potranno entrare gratis al Museo archeologico statale (8.30-19.30), a quello del Ducato di Spoleto (8.30-19.30) e alla Rocca Albornoziana (8.30-19.30). A Orvieto ci sarà la possibilità di visitare il Museo archeologico (8.30-19.30), la necropoli etrusca di Crocifisso del tufo (8.30-19.30) e l’abbazia di San Severo e Martirio (11-16). Infine, due le strutture aperte a Terni, ovvero l’Archivio di Stato (8.30-20) e l’area archeologica di Carsulae (8.30-19.30). «Ringrazio il personale del Mibac – ha detto Massimo Bray, neo-ministro per i Beni culturali – per aver garantito questa apertura straordinaria e confido che la gratuità possa favorire un’ampia partecipazione dei cittadini, i quali potranno scegliere di celebrare questa festa dedicando il loro tempo alla scoperta o alla riscoperta dell’immenso patrimonio culturale del nostro Paese».
