L'evento alla sala dei Notari

Una sala dei Notari gremita di gente, cittadini e moltissime autorità in rappresentanza delle istituzioni locali per la presentazione pubblica del progetto di candidatura di «Perugia2019 con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria» a Capitale europea della cultura. Un incontro, quello di venerdì 27 settembre, che ha aperto le tre giornate dedicate alla città e alla sua candidatura ricche di iniziative ludico-culturali che hanno animato il centro storico, da piazza IV Novembre a piazza della Repubblica, dai giardini Carducci a corso Cavour. La presentazione del progetto con cui Perugia punta al titolo è stata affidata al giornalista Antonio Lubrano, umbro d’adozione. Insieme ai sindaci dei comuni che hanno aderito alla fondazione Perugiassisi2019, il presidente Bruno Bracalente, la presidente della regione Umbria Catiuscia Marini, i due sindaci di Perugia e Assisi Wladimiro Boccali e Claudio Ricci, l’assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco.

Regione:«Daremo al progetto le gambe» «Un progetto a cui la Regione – ha assicurato la presidente Marini, la prima a prendere la parola – daremo le gambe». «Oggi usciamo dal territorio, dalla città e dalla regione. Abbiamo ambizione, coraggio di vincere questa scommessa perchè il progetto è realizzabile e farà parte del programma regionale previsto per il 2014-15. La fondazione oggi ha più di 100 soci, questo a dimostrazione che non c’è Perugia da sola ma c’è tutta l’Umbria” ha dichiarato. «Oggi si volta pagina avendo individuato un asse strategico – ha invece dichiarato l’assessore Fabrizio Bracco – perché ‘Italia 2019’ è l’occasione per lo sviluppo del Paese. E’ un progetto della comunità prima ancora che delle istituzioni. L’unitarietà della nostra regione è una prima garanzia esclusiva di successo. La mobilitazione di oggi è un ottimo segnale».

Una città centrale in una regione policentrica Al presidente Bracalente che ha evidenziato anche in questa occasione la grande partecipazione, «segno di una grande aspettativa della città e dell’Umbria», il compito di illustrare il progetto. «La partecipazione è la parola chiave della candidatura fin da quando i due comuni, Perugia e Assisi, decisero di creare una fondazione di partecipazione, strumento di coinvolgimento sella società. Il coinvolgimento è importante perché non si può pensare di costruire questo tipo di progetto dall’alto». Il lavoro, già online e spedito alle altre 24 città concorrenti, prevede una città centrale dell’Umbria policentrica e propone visione alternativa della città media europea. Una città intelligente, ‘smart’ ma diversa dalle metropoli super tecnologiche. «Una città che vuole riordinare il paesaggio urbano in cui alle università è affidato un ruolo molto più strategico rispetto al passato perchè sono l’agente principale di creatività e rigenerazione urbana». Gli investimenti, suddivisi in rigenerazione e creazione infrastrutture culturali e potenziamento mobilità alternativa urbana, previsti dal progetto ammontano a circa 200 milioni di euro. Una rete con al centro il progetto dell’ex carcere di piazza Partigiani, simbolo della candidatura, da luogo di costrizione a luogo di libertà delle idee.

Il programma culturale: la processualità Un programma culturale sobrio nei costi (30 milioni di euro gli investimenti previsti), introdotto da Arnaldo Colasanti, direttore artistico di Perugia2019, che ha ricordato come «la candidatura è grande possibilità per riprogettare il paese intero» e come una delle visioni di Perugia offerte dal progetto, ‘la città delle idee’ si basa sulla processualità della cultura che avviene attraverso l’incontro e il dialogo. «Noi non facciamo eventi – ha specificato Colasanti – ma cose che diventeranno utili a chi verrà». Presente alla sala dei Notari anche Maria Chiara Brancaleoni, giovane imprenditrice di Paciano, che ha raccontato la sua esperienza nel settore della salvaguardia dei beni culturali. In collegamento telefonico invece Bernardette Russo Amoros, responsabile delle relazione internazionali Perugia-Aix en Provence e Neli Radanova, membro del comitato scientifico, professoressa di linguistica italiana alla Nuova Università Bulgara.

Il dossier a servizio dei comuni Ha ringraziato pubblicamente i sindaci dell’Umbria, Wladimiro Boccali e in particolare Claudio Ricci che aveva prima di lui aveva intrapreso il percorso di candidatura. «Il primo punto del progetto era: lavoriamo insieme. L’obiettivo – ha dichiarato Boccali – al di là nostro mandato e del ruolo istituzionale, è stato fin da subito quello di allungare lo sguardo contro la retorica del declino. Il dossier da oggi non è un libro dei sogni ma uno strumento per fare concretamente. Il 2019 è l’anno dell’Italia un’occasione che può essere un parco progetti per le città candidate, dove i dossier diventano strumenti che stimolano noi tutti a misurarci nella pianificazione strategica». Anche il sindaco di Assisi punta sul «dossier come strumento utile non solo per superare la prima fase di selezione ma come progetto già esistente che ciascuna istituzione dovrebbe utilizzare inserendolo negli strumenti di programmazione operativa». «Il dossier ci porta ad essere capitale, noi sindaci lo inseriremo nella progettualità dei nostri comuni» ha sottolineato Ricci.

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