Eugenio Guarducci

di MA.T.

«Gluten free fest», il primo festival del cibo «senza glutine». Una rassegna che punta a sensibilizzare sull’argomento a una conoscenza più approfondita le problematiche che i celiaci e le loro famiglie si trovano ad affrontare in Italia.

L’evento «La manifestazione si svolgerà nel centro storico, coinvolgendo anche gli operatori – ha spiegato il promotore Eugenio Guarducci, in una conferenza stampa – e nasce dalla consapevolezza che oggi ancora non c’ è un’ adeguata conoscenza della celiachia, nè una sensibilità appropriata a tali problematiche. Si tende spesso a considerare l’alimentazione senza glutine come qualcosa di non gustoso ed invece questo festival vuole confermare il contrario, facendo capire che una vita senza glutine è possibile, creando un’occasione di confronto e di divertimento per i celiaci e i loro familiari, aperta anche a tutti gli altri».

Dentro la festa Nei quattro giorni della manifestazione, organizzata dall’ agenzia «Sedicieventi» insieme all’ Associazione italiana celiachia (Aic), si alterneranno attività didattiche per adulti e bambini, corsi formativi, presentazioni di libri, mostre ed incontri e seminari scientifici diretti dal professor Giuseppe Castellucci, coordinatore regionale della rete materno infantile e dell’ età evolutiva. Questi ha ricordato che «in Umbria i casi di celiachia sono oggi un caso ogni 80 persone, con una percentuale in continua crescita». Il presidente umbro dell’Aic, Samuele Rossi, ha ricordato che «in Italia si contano almeno 500 mila soggetti, di cui solo 150 mila diagnosticati, alla prese con la celiachia».

Celiaci felici «A Perugia si vuole offrire la possibilità di rendere felici i celiaci proponendo una serie di degustazioni guidate e corsi di cucina, con la possibilità di mangiare piatti senza glutine negli appositi spazi ristoro della manifestazione e acquistare direttamente alimenti senza glutine. La manifestazione vuol fungere anche da stimolo ulteriore sia per i processi di certificazione dei prodotti senza glutine che per un’ adeguata formazione in tal senso degli operatori addetti alla somministrazione di cibi e bevande»

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