La chiesa di Sant'Ercolano

di Daniele Bovi

Un centinaio di persone per tenere aperta la chiesa perugina di Sant’Ercolano, a rischio chiusura per mancanza di fondi. Tante conta di trovarne l’associazione Radici di pietra che ha lanciato una sottoscrizione per raggiungere la cifra di 1.500 euro, tanti quanti ne servono per permettere che la splendida chiesa di via Oberdan rimanga visitabile, anche se solo due giorni a settimana. Il problema infatti, come ha spiegato alla fine di gennaio monsignor Elio Bromuri (direttore del settimanale La Voce), sta nella mancanza di fondi: «L’apertura della chiesa due giorni a settimana – disse Bromuri in occasione di un incontro tra i giornalisti e il cardinal Bassetti – è garantita da alcuni volontari con i fondi del Sodalizio San Martino (al quale, grazie a una decisione di Pio VI, l’edificio appartiene fin dal 1777, ndr) che spende 1.500 euro all’anno».

La sottoscrizione Il cda del Sodalizio ha deciso però di tagliare alcune voci di spesa, bloccando le risorse per i volontari, e nelle prossime settimane una decisione definitiva in merito dovrebbe essere presa. Attualmente la chiesa, dedicata a uno dei tre santi patroni di Perugia e tra le più belle di tutta la città, rimane aperta il venerdì e il sabato pomeriggio e per evitare che il portone venga chiuso non servono, come visto, grandi cifre e per questo l’associazione lancia la sottoscrizione «Cento amici per Sant’Ercolano». Cento persone disposte a donare tra i 10 e i 15 euro.

Come e dove «È un paradosso del resto – scrive il presidente dell’associazione Michele Bilancia – che i cittadini, da un lato, onorino il Santo Ercolano quale patrono di Perugia, reclamando al contempo per lui, e a gran voce, di farsi intercessore anche delle città murate d’Europa e, dall’altro, vi sia l’impossibilità di assicurare il mantenimento dell’apertura del suo stesso tempio per la indisponibilità di poco più di mille euro all’anno, necessari, per di più, a garantire soltanto le coperture assicurative indispensabili». Per contribuire bisognerà andare in chiesa nei giorni d’apertura (venerdì dalle 16 alle 18.30, sabato dalle 9 alle 12 e domenica mattina prima e dopo le messe), firmare il registro che è stato appositamente predisposto e donare un minimo di dieci euro.

Via Tornetta In centro storico poi vedrà incrementare le sue attività quella che diventerà la ‘casa’ delle associazioni perugine in via Tornetta. Venerdì infatti Provincia e Comune di Perugia hanno siglato un protocollo d’intesa grazie al quale l’immobile al civico numero uno, che attualmente ospita l’associazione culturale Porta Santa Susanna e di proprietà della Provincia, verrà utilizzato insieme a palazzo dei Priori per ospitare le associazioni socio-culturali. «È un’operazione di grande respiro – ha commentato il presidente dell’ente di piazza Italia Marco Vinicio Guasticchi – che non nasce all’improvviso ma si inserisce in un preciso obiettivo che è riportare la gente a rivivere il centro storico». Un concetto rimarcato anche dal sindaco Wladimiro Boccali: «La volontà – ha spiegato nel corso della conferenza stampa – è riconfermare la storica presenza dell’associazione Porta Santa Susanna, uno degli spazi dell’immobile sarà a disposizione della Croce Rossa Italiana con la quale a breve sigleremo un protocollo d’intesa».