di Daniele Bovi
La collezione «Valentino Martinelli» dice addio a Palazzo della Penna e approda in corso Vannucci, negli spazi più appropriati della Galleria nazionale dell’Umbria. Il trasferimento delle oltre cento opere, lascito dell’omonimo studioso e preziosa testimonianza del barocco e del tardo barocco romano, rappresenta uno dei punti della convenzione tra Comune di Perugia e Direzione regionale per i beni culturali firmata martedì mattina a Perugia. Un documento che, dopo il primo affidamento della Galleria cittadina allo Stato fatta dal Comune nel 1919, rinnova i rapporti tra il Comune e lo Stato. Grazie alla convenzione vengono concessi per i prossimi trent’anni (con opzione per un ulteriore rinnovo) gli spazi di Palazzo dei Priori, destinati all’attività della Galleria, con gli uffici e i servizi connessi e in particolare la Sala Podiani e i locali adiacenti. In più si ribadisce quanto stabilito nel 1919, ossia che la proprietà delle sale di Palazzo dei Priori utilizzate dal Ministero e delle opere, cedute in deposito per la Galleria, è e resta del Comune. Al Ministero attengono poi tutte le spese di esercizio, direzione e custodia e le responsabilità gestionali della Galleria.
Il Comitato Punto decisivo della convenzione è quello che riguarda la programmazione delle attività culturali che si faranno nella Galleria, sede tra l’altro negli ultimi anni di alcune importanti retrospettive come quelle su Perugino, Pintoricchio e Signorelli. D’ora in poi infatti sarà un «Comitato di programmazione» a pianificare e concordare le iniziative, le mostre e tutti gli altri eventi che si terranno all’interno della Galleria. A comporlo saranno la Direzione regionale (eventualmente assistita da Soprintendenze, altri organi ministeriali e direzione della Galleria) e Comune di Perugia. «La convenzione – ha commentato il sindaco Wladimiro Boccali, che ha firmato il nuovo patto insieme al direttore regionale per i beni culturali Francesco Scoppola – è un fatto storico che arriva dopo circa un secolo e che va a formalizzare un rapporto positivo tra l’amministrazione comunale perugina ed il Ministero per quanto riguarda la Galleria e le opere. Il Comune ha creduto fermamente nell’importanza della Galleria tanto che si è reso disponibile di buon grado anche a sacrificare i suoi spazi a Palazzo dei Priori. Una scelta che oggi viene confermata e rafforzata nel momento in cui la città si candida a capitale europea della cultura perché vede nella cultura il motore prevalente del suo sviluppo».
Scoppola: passo in avanti Di «passo in avanti nel servizio che rendiamo alla comunità» ha invece parlato Scoppola, «perché con la convenzione – ha detto – proseguiamo e ratifichiamo intese solide e sperimentate che vogliamo continuare a sperimentare. Non rattrista qualche equivoco da parte di chi ha salutato questa iniziativa con fuochi d’artificio troppo accesi: le critiche sono poco fondate, ed in ogni caso le divergenze di opinione sono benefiche. Nella convenzione è prevista la possibilità che nel Comitato di programmazione siano istituzionalmente coinvolti altri enti, come le Soprintendenze, che sono sempre articolazioni dello stesso Ministero». Il primo patto tra le due istituzioni, come accennato, risale a quasi un secolo fa, quando Perugia affidò al Ministero «la Galleria civica con tutti i quadri, gli oggetti d’arte e i mobili ivi esistenti» e, contestualmente, cedette in uso tutti i locali all’epoca occupati dalla Galleria civica all’interno di Palazzo dei Priori. In seguito altri accordi si sono di fatto ampliati gli spazi del museo.
La collezione «Martinelli» Grazie alla nuova convenzione le opere che lo studioso e collezionista romano Valentino Martinelli, morto nel 1999, ha voluto lasciare al Comune, trovano una nuova casa che Boccali ha definito «più adatta» vista la vocazione di centro di cultura contemporanea che Palazzo della Penna vuole rappresentare. Martinelli ha lasciato alla città un affresco sul barocco e sul tardo barocco romano che comprende quadri, incisioni, disegni, medaglie, bozzetti in terracotta (alcuni dei quali attribuiti al Bernini e alla sua cerchia), marmo e legno, opere di Mattia Preti, Claude Mellan, Pierre Le Grosse e altri autori. Tutti lavori illustrati in un catalogo curato dal professor Francesco Federico Mancini nel 2002, quando la collezione fu inaugurata. Alla città Martinelli ha voluto donare anche un migliaio di libri che trattano proprio gli argomenti e i temi relativi alle opere che ora verranno trasferite alla Galleria.
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