Al via a Perugia Il Festival del giornalismo (Foto F.Troccoli)

E’ iniziato a Perugia il Festival internazionale del giornalismo. Il cartellone, come ogni anno ricco di appuntamenti, non smentisce la proposta culturale neanche in questa edizione, purtroppo velata dall’immensa tristezza del lutto subito dall’organizzatrice dell’evento, Arianna Ciccone per la scomparsa della sorella Laura.

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Alcuni nomi La kermesse prende il via con un evento dedicato al precariato. Poi nel pomeriggio di mercoledì è previsto l’intervento del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso insieme al capo della polizia Antonio Manganelli per ricordare i giudici Falcone e Borsellino. Nei prossimi cinque giorni poi c’è solo l’imbarazzo della scelta: giovedì mattina ci sarà l’attesissimo confronto tra Bruno Vespa e Enrico Mentana. Mentre domenica pomeriggio Gomez- Travaglio e Barbacetto parleranno di Tangentopoli. Nella cinque giorni ci sarà anche un omaggio a Giuseppe D’Avanzo e tanti altri appuntamenti. La chiusura del festival è invece affidata a Michele Santoro.

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I numeri I teatri e le antiche sale dei palazzi storici del centro della città medievale ospiteranno infatti oltre 200 eventi e più di 450 speaker, ed esperti di informazione che arriveranno a Perugia per discutere di giornalismo, attualità e problemi dell’informazione. Fondato nel 2006 da Arianna Ciccone e Christopher Potter, il Festival Internazionale del Giornalismo si pone l’obiettivo di parlare d’informazione, libertà di stampa e democrazia secondo il modello 2.0: un evento nato dal basso, aperto alle incursioni degli utenti, dove i protagonisti dell’informazione si incontrano con i cittadini, i lettori, gli studenti, i professionisti, in un flusso continuo di idee, scambi, confronti.

Gli appuntamenti di giovedì 26 Qui di seguito gli appuntamenti principali se secondo giorno del festival:

Etica e giornalismo Enrico Finzi presidente AstraRicerche, Enzo Iacopino presidente Ordine dei Giornalisti e Paola Severino Ministro della Giustizia. La Costituzione garantisce il diritto dei cittadini ad avere una informazione senza censure. Ma è giusto che i giornalisti, in nome di un malinteso senso della libertà di stampa, spesso travolgano tutto, senza riguardo per la vita delle persone quale che sia la colpa, il ruolo, il colore della pelle, il credo politico e religioso, senza trascurare i terzi estranei ai fatti? È il momento di parlare di doveri e non di diritti. In apertura la presentazione di una ricerca su come i cittadini italiani giudicano i giornalisti. Ore 10.45 Sala dei Notari

Matador, due anchorman a confronto Com’è cambiato il giornalismo televisivo nella seconda repubblica? Enrico Mentana direttore TgLA7 e Bruno Vespa Porta a Porta RAI 1 si confrontano su come l’informazione in Tv ha condizionato e raccontato la politica degli ultimi vent’anni, da Tangetopoli al Governo “dei tecnici”. Modera Simona Ercolani creative producer. Ore 12.00 Teatro Pavone.

Il futuro dell’informazione: moderazione & partecipazione In collaborazione con la Columbia Journalism Review. Invece di dire «Ecco le notizie: parlatene tra voi», una testata digitale davvero sostenibile deve aprirsi alla partecipazione e stare in ascolto delle comunità virtuali che sorgono intorno al suo lavoro. Come gli organi di stampa possono far convivere prospettive tra loro contrastanti, promuovere il dibattito, ed evitare di essere delle casse di risonanza passive. Charlie Beckett direttore POLIS London School of Economico, Lucy Chambers Open Knowledge Foundation, Mark Johnson The Economist, Justin Peters direttore Columbia Journalism Review online. Ore 12.00 Sala Raffaello, Hotel Brufani.

Giornalismo di precisione Che cos’è il giornalismo di precisione? Consiste nell’uso di programmi informatici e tecniche delle scienze sociali, come la statistica, per supportare con prove il lavoro di inchiesta, senza limitarsi agli aneddoti o alle indiscrezioni. Due esperti di data journalism vincitori del Pulitzer ci insegneranno a usare semplici strumenti, come i fogli di calcolo elettronico, per analizzare dati ufficiali in cerca di tracce da cui far emergere una storia. Sarah Cohen Duke University, Steve Doig Walter Cronkite Journalism School, Università di Arizona. Ore 14.00 Hotel Sangallo.

Organizzazioni umanitarie e stampa. Un rapporto difficile? Le grandi organizzazioni internazionali, per la prima volta insieme, si chiedono e chiedono cos’è una notizia, chi decide e perché. Mariateresa Alvino responsabile media Oxfam Italia, Laura Boldrini UNHCR, Sergio Cecchini Medici Senza Frontiere, Vichi De Marchi World Food Program, Valerio Neri direttore Save the Children Italia, Gianni Riotta giornalista e scrittore, Carlotta Sami direttore Amnesty International Italia, Davide Usai direttore generale UNICEF Italia. Organizzato in collaborazione con UNICEF ore 18.00 Sala Baldeschi, Palazzo Bonucci

Terrorismo, fondamentalismi, integralismi, integrazione Come è cambiato il terrorismo in Europa dieci anni dopo l’11 settembre. Stefano Dambruoso magistrato, Daniele Morini giornalista e autore tv, Mons. Vincenzo Paglia presidente Conferenza Episcopale Umbra, Yahya Sergio Yahe Pallavicini vicepresidente e ImamCO.RE.IS., Vincenzo Rosario Spagnolo giornalista. Ore 18.00 Auditorium, Conservatorio di Musica. Organizzato in collaborazione con Unione cattolica della stampa italiana

Cibo e Potere Gian Antonio StellaCorriere della Sera, presenta “Cibo e Potere” alle ore 21.00 al Teatro Pavone. Dai pranzi di Cavour al ristorante Il cambio alle cene di Bossi ad Arcore davanti a piatti rigorosamente senza aglio cucinati dal cuoco Michele, dalle sardine sotto sale con pan carré offerte dallo stesso Senatur a D’Alema e Buttiglione prima del “ribaltone” fino ai torroncini e alle mozzarelline elettorali di Alessandrina Mastella, la politica italiana è strettamente legata alla tavola.