di Daniele Bovi
Un piccolo gioiello incastonato lungo via dei Priori. Dopo quasi cinque anni di lavori di restauro mercoledì riaprirà ufficialmente i battenti la chiesa di Sant’Agata, nell’omonima via che interseca via dei Priori. Martedì mattina il rettore della trecentesca chiesa, monsignor Fausto Sciurpa, ha voluto tenere una piccola anteprima per la stampa, presentando i lavori di restauro che hanno permesso di ridare splendore alla chiesa e grazie ai quali sono emerse due sorprese. La prima si trova sulla parete destra, appena entrati: sopra la Trinità trifronte (iconografia assai rara, bandita dalla Chiesa dopo il concilio di Trento e che a Perugia si può vedere anche sulla facciata di San Pietro e dentro Santa Maria della colombata), c’è un San Francesco che riceve le stigmate, probabilmente seicentesco.
I lavori Sulla volta invece, sopra l’abside, sono emerse due figure, sedute su una cattedra, che probabilmente rappresentano due padri della Chiesa. I lavori sono costati 800 mila euro, cifra messa insieme grazie alla Fondazione cassa di risparmio di Perugia, ai fondi regionali post terremoto, alla parte di 8 per mille Cei dedicato all’edilizia di culto e all’Associazione castelli d’Italia. Soldi serviti per il consolidamento statico e per il restauro degli affreschi. Una parte consistente dei lavori ha riguardato il tetto, mentre all’interno sono state restaurate le panche (degli anni Trenta disegnate su modello tedesco), gli affreschi mentre le pareti prive di questi ultimi sono state ritinteggiate con una tonalità più chiara.
Affreschi Affreschi perlopiù databili intorno al Trecento e ai quali hanno lavorato, con tutta probabilità, artisti della scuola umbro-senese, sulla scia insomma di Simone Martini e Pietro Lorenzetti. Sopra l’altare c’è una Crocifissione attribuita al Maestro di Paciano (suo il dossale con Madonna, Bambino e santi conservato alla Galleria nazionale), mentre sulla sinistra c’è il ciclo più interessante. Date le risorse, i registri più alti sono stati interessati da un restauro conservativo mentre quello più in basso è stato oggetto di un lavoro più approfondito che ha permesso di riportare alla luce i colori. «Speriamo – auspica monsignor Sciurpa – che salti fuori qualche sponsor anche per i restanti». Nei registri più alti si possono vedere alcune storie della vita di San Severo, come la sua consacrazione a vescovo o il santo che celebra a Ravenna.
I santi San Severo era infatti vescovo di Ravenna e, attraverso il corridoio bizantino costruito dall’impero per collegare Bisanzio a Roma, il culto del santo è arrivato anche a Perugia. Qui, in piazza IV Novembre, anticamente c’era una chiesa a lui dedicata, poi demolita per consentire l’ampliamento di palazzo dei Priori. Una mutilazione dopo la quale i magistrati cittadini hanno deciso di ricostruire Sant’Agata, ricordata già nel 1163 in un diploma dell’imperatore Federico I. La ricostruzione invece, in pieno stile gotico francescano, è dei primi anni del Trecento; stile al quale fu riportata all’inizio del Novecento, quando parroco, dal 1909 al 1975, è stato una figura molto amata in città come don Luigi Piastrelli.
Sant’Agata Un innovatore della Chiesa che ha partecipato al movimento del Modernismo, un amico di monsignor Montini; un parroco oggi ricordato dalla targa che campeggia proprio a fianco dell’ingresso della chiesa. Monsignor Sciurpa ha sottolineato poi quelli che sono i motivi per cui a Perugia si venera Sant’Agata. Siciliana, ha vissuto nella prima metà del terzo secolo e il 5 febbraio 251 (giovedì alle 18 si terrà una messa celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti) fu martirizzata durante le persecuzioni di Decio. «È protettrice – ha ricordato Sciurpa – contro gli incendi, le eruzioni, protegge i costruttori di campane, che si suonavano quando scoppiava un incendio, dei produttori di tessuti ed è patrona delle donne con il tumore al seno». Parte del corpo che le fu tagliata durante il martirio.
Orari Nella chiesa, che nella stagione invernale rimarrà aperta dalle 9.30 alle 12.30 (in estate è prevista anche l’apertura pomeridiana), si terranno occasionalmente delle celebrazioni e anche piccoli eventi culturali come concerti. Il primo è previsto per mercoledì alle 18 e sarà tenuto dall’Umbria Ensemble, mentre un’ora prima in un incontro al quale parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, restauratori e storici dell’arte, verrà fatto il punto sui lavori.
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